TERAMO - Il confronto dei sette candidati alla poltrona di sindaco sul tema “caldo” dell’Università passa per cinque domande formulate direttamente dagli studenti con la moderazione della giornalista Antonella Formisani. Un incontro, quello di ieri nella Sala Tesi, che ha restituito un primo piano al progetto, lanciato a suo tempo dal rettore Luciano D’Amico, della cabinovia che raccordi il campus di Coste Sant’Agostino con piazza Garibaldi. A rilanciare il progetto, l’intervento di Maurizio Brucchi: un progetto che può contare già su uno studio di fattibilità mentre per la copertura economica dell’opera andrà giocata la carta dei finanziamenti regionali. Ma Brucchi ne ha anche per il “tram treno” quella metropolitana leggera pensata per coprire la tratta Teramo-Giulianova che «non è un’idea ma è andata incontro già a tre conferenze di servizio e che arriverà in centro storico». Giorgio Giannella invece, l’Università la ripensa fisicamente in centro, impallina il fatto che, in questi 5 anni di filiera di centrodestra, ci si ritrovi con meno chilometraggio assegnato ai bus cittadini dalla Regione e bacchetta decisione, e costi, di spostare la mensa all’interno del campus. Preferisce non “osare” Berardo Rabbuffo: per lui la soluzione passa per un più tradizionale potenziamento dei collegamenti del trasporto urbano, sulla scorta, ovviamente, di quel chilometraggio più consistente che il lavoro del prossimo primo cittadino dovrà riuscire a spuntare. Lapidaria, ma comunque propositiva, la proposta di Gianluca Pomante: «Decentrare l’Università a Colleparco è stata una scelta folle, con cui oggi si devono fare i conti. Un’idea vincente potrebbe essere quella di collegarla al centro storico con un hub elettrico alimentato da pannelli solari e pale eoliche che, in piazzale San Francesco, consentirebbe a quattro bus navetta di collegare i punti principali della città al polo universitario. Avrebbe un costo elevato, come del resto la funicolare, ma nessuna spesa aggiuntiva di manutenzione e alimentazione». Sta con i piedi ben saldi a terra Manola Di Pasquale che, fa sapere, «non vuole raccontare favole»: l’Università oggi sta a Colleparco, il polo a Piano D’Accio. Sono solo da valorizzare. Ci vorrà piuttosto «un primo cittadino che sia capace di farsi sentire per ottenere più chilometri dalla Regione e poter rendere così urbane alcune linee ora extraurbane». Da Graziella Cordone un ritorno duro sulla «scelta scellerata delle tre sedi distaccate», uno sguardo positivo sulla stazione di Piano D’Accio che semplifica la vita degli studenti: per lei una soluzione potrebbe passare per la diffusione di autobus a idrometano. Bocciatura dura e a tutto tondo quella che consegna Fabio Berardini: «Le sedi distaccate sono state una scelta di Pd e Pdl, sono loro che hanno amministrato. Dovevate fare prima che si arrivasse al giudizio degli elettori. Che va sul fatto, non sul promesso».
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