TERAMO – Nella nostra provincia quasi 70mila persone (di cui 30mila pensionati) non si curano perché non possono permetterselo. Ad incidere è soprattutto la crisi economica che, unitamente all’aumentare dei costi sanitari dovuti a ticket sempre più onerosi, alimenta quel fenomeno denominato “sanità negata”. E’ questo uno degli allarmi sulla sanità teramana rappresentati dalle associazioni sindacali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, che insieme a rappresentanti delle categorie della Funzione Pubblica, hanno incontrato giovedì Paolo Rolleri, direttore generale della Asl di Teramo. A questo si aggiunge il problema legato ai tempi di attesa biblici che per i sindacati recano un danno al Sistema sanitario locale poiché il fenomeno determina e alimenta quello ben più noto della cosiddetta mobilità passiva, che nella nostra provincia costa 48 milioni di euro ogni anno. In particolare al centro dell’incontro c’è stato il tema del superamento delle liste di attesa in sanità. «Un fenomeno più volte diventato oggetto di approfondimento e analisi ma che richiede oggi risposte adeguate, tempestive e condivise – affermano i sindacati - L’incontro con Rolleri rientra in una più ampia campagna di mobilitazione provinciale per un Welfare pubblico e solidale». Per queste ragioni i segretari di Spi, Fnp e Uilp hanno illustrato le loro valutazioni e proposte che hanno come obiettivo la predisposizione di un “Piano Attuativo Aziendale per il contenimento delle liste di attesa”, un piano capace da una parte di riequilibrare il sistema fra domanda ed offerta, e dall’altra di agire sul governo della domanda di prestazioni attraverso l’introduzione delle classi di priorità clinica. I sindacati dei pensionati fanno sapere che sia sul tema sia sulla proposta da loro avanzata si è registrata, da parte del dottor Rolleri, una sostanziale condivisione delle proposte, sulle quali si realizzeranno peraltro, nei prossimi giorni, ulteriori incontri utili a definire caratteristiche e priorità del Piano, che come hanno sintetizzato nella piattaforma i sindacati dei pensionati «deve coinvolgere gli operatori del settore, i medici di medicina generale e ospedalieri e tutte le strutture coinvolte nei processi di cambiamento necessari a determinare un maggiore legame tra appropriatezza clinica e organizzativa».
Leggi l’articolo sul quotidiano La Città in edicola