TERAMO - Un episodio di cronaca, uno di quelli fortunatamente di “piccola quotidianità” e dagli esiti comunque positivi, torna ad alzare l’attenzione sull’imbarazzante sosta selvaggia in centro storico. E’ quanto si è verificato ieri mattina, quando un’ambulanza del 118, che doveva raggiungere sulla corta di un codice giallo un negozio in via Mario Capuani per portare soccorso ad una donna colta da un malore, si è trovata a dover fare i conti con la criticità imprevista, pure a fronte di un’oggettiva emergenza, di ottenere con rapidità l’apertura dei varchi. E questo per un duplice ordine di motivi: da un lato il telepass che non ha funzionato, dall’altro la presenza di un’auto in sosta che rendeva difficoltosa, o meglio impossibile, la richiesta di aiuto alla centrale per ottenere un intervento manuale di apertura dei varchi. Per la commerciante, va detto, alla fine il soccorso è arrivato ma l’episodio qualche riflessione la impone. Se ad una prima osservazione, quella sul ripetuto malfunzionamento dei varchi elettronici, di fatto fortunatamente c’è già una soluzione visto che si stanno iniziando a montare le telecamere che sostituiranno i vecchi varchi rimuovendo così l’impedimento fisico all’accesso alla ztl che riguarda anche i mezzi di soccorso, dall’altro sul tavolo resta una questione molto più spicciola e solo apparentemente innocua. Ed è quella della sosta selvaggia che penalizza con forza il centro storico e che sembra, però, sfuggire all’attenzione dei controlli dei Vigili Urbani, forse più, e meglio, concentrata su altre situazioni di sosta feroce, uno per tutti il caso dell’ospedale “Mazzini” dove alle multe zelanti non si sfugge anche quando l’auto in sosta, pur se in divieto, non provoca “ostruzioni” insidiose, vedi il “serpentone” perennemente extramultato di auto in sosta davanti all’hospice. Perché, a guardare bene, in centro storico ci sono zone franche per una sosta che non è selvaggia ma di più. Caso eclatante quello che si registra lungo via Paris, dove il percorso pedonale è di fatto riconvertito in spazi di sosta nemmeno tanto mordi e fuggi. Non meno “appariscente” quanto si registra lungo la discesa San Giuseppe e non solo nelle canoniche ore di punta, quando c’è il valore aggiunto delle auto dei bambini della vicina scuola “San Giuseppe”: auto serrate in fila, là dove pure è stato individuato un percorso pedonale che così finisce per essere inghiottito. O come accade lungo via Trento e Trieste dove le auto sostano, oramai storicamente, a filo degli innumerevoli paletti che la sosta invece dovrebbero dissuaderla con il risultato che la carreggiata si restringe ad oltranza, visto che ai paletti si sommano le auto parcheggiate. Oppure, ancora, il caso di una piazza Cellini che è la “summa” di criticità perché se negli stalli riservati al carico e scarico merci, oppure alla disabilità ci sostano praticamente tutti tranne gli effettivi destinatari, non manca neppure la sosta praticata in doppia fila e, all’occorrenza, anche in terza. Caso estremo quello di via Vezzola, strada particolarmente stretta dove però la sosta stanziale è diventata un’abitudine, a quanto pare indisturbata, al riparo com’è dai controlli dei Vigili urbani. Folcloristico, se solo non irritasse, quanto accade in largo Proconsole che restituisce quotidianamente il colpo d’occhio di un vero e proprio mucchio selvaggio di auto in sosta.
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Una risposta a “Centro in ostaggio dei varchi e della sosta selvaggia”
Federico
Come accade sempre in talia… dovrà uscirci il morto per far comprendere nella testa e negli interessi di certe persone che le auto in centro storico devono essere estirpate come la peggior erba. E nemmeno basterà… siamo un paese incivile e retrogado. Amarezza!