TERAMO – Hanno tentato di truffare la società di assicurazioni, ma sono stati scoperti e denunciati dalla Polizia stradale. Nei guai sono finiti due fratelli teramani di 24 e 27 anni. Avevano architettato un piano per spillare ben due milioni di euro alla compagnia assicurativa che però ha fiutato qualcosa di strano e si è rivolta alla Questura. Tutto inizia nell’inverno del 2012. Uno dei fratelli, il più giovane (D.M. le iniziali del suo nome) è alla guida della sua auto nonostante poco tempo prima gli fosse stata ritirata la patente perché pizzicato ubriaco al volante. D’un tratto, nella zona di Roseto, perde il controllo del mezzo e finisce fuori strada. Un brutto incidente, nel quale resta seriamente ferito. Il 24enne, però, non chiama i soccorsi ma telefona al fratello e alla madre che in pochi minuti arrivano sul posto con un amico. La famiglia ha forse già in mente cosa fare e, per evitare problemi al ragazzo, lo accompagnano loro all’ospedale di Giulianova. Qui, dopo gli accertamenti e le cure del caso, viene ricoverato in prognosi riservata per dei gravi traumi alle gambe. A quel punto i fratelli danno ai medici la loro versione dei fatti. Dichiarando il falso. I due raccontano che il 24enne era seduto sul sedile lato passeggero e che alla guida c’era M.M., rimasto illeso. La documentazione sanitaria permette ai due di avanzare richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa per i seri traumi riportati nell’incidente: D.M. chiede due milioni di euro. La società, però, studiate le carte, nutre dei dubbi e si rivolge alla forze dell’ordine. Le indagini per far luce sulla vicenda vengono condotte dagli agenti della Polstrada di Teramo, coordinati e diretti dalla dottoressa Lara Panella. Gli accertamenti della sezione di polizia giudiziaria fanno saltare fuori un’altra dinamica. Il 24enne era solo in auto la sera dell’incidente e col fratello, giunto poco dopo sul posto, ha architettato la truffa milionaria. Entrambi sono stati denunciati per tentata truffa e l’autorità giudiziaria sta valutando anche la posizione della madre dei due e dell’amico di famiglia per capire se anche loro possano avere responsabilità nella vicenda.
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