Autoscatti hot, convocati venticinque studenti

TERAMO – Continuano a sfilare davanti agli agenti della Polizia postale gli studenti coinvolti nello scandalo “selfie”, venuto a galla un mese fa dopo le denunce di alcune mamme. Autoscatti hot di minorenni fatti coi cellulari e finiti sul web. Divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico: questa l’ipotesi di reato per la quale si procede. L’inchiesta è nelle mani della Procura dei Minori dell’Aquila, che ha affidato l’attività investigativa alla Polpost di Teramo. Perché qui, tra gli studenti degli istituti superiori della città, è iniziato tutto. In queste settimane sono stati ascoltati diversi minorenni, a partire dalle vittime. Ragazze (quindici) che si sono immortalate in scatti hot divulgati poi in rete: dalle piattaforme social come Ask e Facebook fino a Whatsapp, la messaggeria istantanea per cellulari. Decine di studenti hanno raccontato agli agenti come sono entrati in possesso di quelle fotografie, ma la lista dei minorenni da sentire è ancora lunga. Altri 25 sono stati convocati negli uffici della Polpost per i prossimi giorni. I loro racconti finiranno nel fascicolo d’inchiesta della magistratura aquilana che mira a rintracciare chi materialmente ha fatto circolare in rete e sui cellulari gli autoscatti. Le ragazzine ritratte in quelle foto sono vittime. Trattandosi di minorenni (hanno tutte tra i 14 e i 17 anni), quelle foto proibite sono considerate materiale pedopornografico. Chi le ha messe in rete o le ha semplicemente custodite su pc e cellulari corre seri rischi. Al momento non ci sono indagati. Prima di stringere il cerchio attorno ai responsabili, gli inquirenti vogliono avere solidi elementi che possano concretamente aiutare a ricostruire il giro fatto, partendo dall’inizio, da quegli scatti hot. Le vittime, ascoltate alcuni giorni fa, hanno ripetuto di non aver inviato a nessuno le immagini, scattate per gioco. Chi le ha ricevute, fino ad oggi ha negato di averle inserite su Ask o fatte circolare su Facebook. C’è chi ha tempestivamente eliminato conversazioni on line, ma molto materiale (conversazioni comprese) è stato già sequestrato dalla Polizia. Impossibile capire quante persone abbiano visto quelle foto, probabilmente migliaia. Giovani studenti teramani, ma non è escluso che anche adulti possano esserne entrati in possesso. L’intera inchiesta appare complessa ed articolata: la Polpost lavora sia sul fronte informatico che su quello delle audizioni dei minorenni coinvolti. I tempi non saranno brevi, ma le indagini proseguono a ritmo serrato.

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