La Regione punta il dito contro Snam

PINETO – Disastro colposo e incendio colposo. Queste le ipotesi di reato per le quali si procede nell’inchiesta aperta dalla Procura di Teramo sull’esplosione del metanodotto Snam a Mutignano. Ieri mattina il sostituto procuratore Silvia Scamurra, titolare del fascicolo, ha svolto un sopralluogo sul luogo del disastro insieme a Vigili del Fuoco e Forestale. I tecnici hanno accompagnato il magistrato sull’area colpita (e sotto sequestro), mostrando il cratere creato dal botto di venerdì. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati perché, come spiegato dalla dottoressa Scamurra, è prematuro formulare accuse o ricostruzioni sulle cause e sulla dinamica dell’incendio. I Vigili del Fuoco depositeranno una relazione tecnica nei prossimi giorni e, a stretto giro, potranno essere già ascoltate le persone che erano sul posto negli attimi dell’esplosione. Undici quelle che alle 7.30 di venerdì hanno sentito un boato e pochi istanti dopo hanno visto le fiamme a due passi dalle loro case. Il loro racconto potrebbe fornire elementi utili alle indagini per capire se via stato uno smottamento, una frana o un qualche altro fenomeno poco prima delle fiamme. L’ipotesi che una frana del terreno, provocata dalle forti piogge dei giorni scorsi, possa aver spaccato la condotta del gas è stata esclusa dalla Forestale. Così come è stata esclusa l’ipotesi del crollo di un traliccio Enel sul metanodotto che poi avrebbe preso fuoco. Solo le perizie tecniche potranno stabilire se vi sia stato uno smottamento del terreno tanto significativo da rompere la condotta e sempre le perizie potranno dire se il botto può esser stato causato da un eccesso di potenza del gas all’interno tale da far saltare per aria il metanodotto. Di certo quella di venerdì a Mutignano è stata una tragedia sfiorata. Il botto ha infatti provocato un incendio che ha lambito le tre case della famiglia Ferretti: il vento, che soffiava forte ma in direzione opposta alle abitazioni, ha evitato che il rogo travolgesse in pieno le abitazioni rimaste comunque danneggiate. Gli abitanti sono riusciti a fuggire, nonostante il panico e il terrore. Morti, invece, polli, galline e un cane.
LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO NEL QUOTIDIANO LA CITTA’ IN EDICOLA

No Banner to display