MILANO - Il dna prelevato da un fazzoletto che nel 1916 D’Annunzio aveva macchiato con liquido seminale per donarlo a una sua amante non è servito per l’attribuzione di un testo sconosciuto, come riferito in un primo momento dai carabinieri. E’ stato per celebrare la scoperta del dna del poeta, grazie all’indagine condotta dai carabinieri del Racis, che il presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, ha svelato una lettera inedita del poeta datata 15 luglio 1935.
D’Annunzio, scoperto il dna
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