Il Teramo e le ipotesi dei corvi

Ipotesi e interrogativi si susseguono e si rincorrono, tesi innocentiste e colpevoliste, ma sotto il sole, si fa per dire, c’è qualche spiraglio. Il cielo del Teramo è oscurato da nuvoloni neri che minacciano un temporale epocale, pari almeno alla storica promozione. Ma ha fatto bene Chiacchio, l’avvocato difensore di Campitelli, sollecitato da Ascoli, a non pronunciarsi non avendo ancora avuto riscontro dagli atti che la magistratura ordinaria si appresta a trasmettere agli uffici investigativi della Federcalcio. Si sa che quando c’è odore di cadavere i corvi volano basso. E su un cadavere che ancora non c’è, quello del Teramo, cercano di volare in molti con tesi peregrine e accuse che finora non hanno avuto grandi riscontri. E, allora, che fare? Aspettare e ancora aspettare, come succede a Palazzi che attende di avere idee chiare prima di sentire Campitelli e Di Giuseppe insieme a Ercole Di Nicola.

Se é innegabile che tutto sia partito proprio dall’uomo di Morro d’Oro, amico del ds teramano Di Giuseppe, tocca a lui dire la verità e tutta la verità. Teramo- Savona è una combine che noi continuiamo a ritenere sciocca se non insulsa al solo guardare la classifica del tempo. Quella parita è stata tirata in ballo proprio da Di Nicola prima o dopo il suo arresto a Venezia. Adesso è lui e solo lui a dover tirar fuori il Diavolo dai guai, in mancanza di dati che secondo il Presidente e Di Giuseppe non esistono. Se non ci sono registrazioni, se quella partita è stata giocata regolarmente a dispetto dei maneggioni in servizio permanete in un calcio che, nonostante le lezioni e le squalifiche e le retrocessioni comminate negli anni anche a società illustri come la Juventus, che continuano a operare in u mondo che dovrebbe essere pulito, il Teramo qualche buona chanche di cavarsela continua a averla. C’è una nostra tesi, forse paradossale, forse impossibile, immediatamente rigettata dalla pur preparatissima legale di Di Nicola avv.Libera d’Amelio che affacciava un’ipotesi non del tutto peregrina. Arrestato, chiuso in carcere, nel momento dell’interrogatorio che subito dopo gli è valso i domiciliari, magari il soggetto centrale di tutta la dirt soccer ha pensato di tirare in ballo persino Savona-Teramo, il cui “taroccamento” sarebbe dovuto passare dalla fase meramente embrionale a quella attuativa. Sì, perché se non si trovano i giocatori che hanno accettato soldi per partecipare alla combine, se, soprattutto, quei soldi non sono mai usciti dalle tasche del Presidente del Teramo, di cosa parliamo?

E a pensare che si sia trattato solo di un tentativo stanno la mancanza di intercettazioni e colloqui magari frutto solo di chi aveva pensato di presentare un conto a una società che non ne sapeva niente. Per questo diciamo che adesso tutto sta nelle mani del signor Ercole di Nicola che difficilmente, al di là del Teramo, potrà ancora rientrare nel calcio italiano per recitare una qualsiasi parte. Lui la squalifica ce l’ha già sicuramente perché quindi coinvolgere il Teramo nei suoi tentativi di difesa spifferando tutto anche un reato che non parrebbe consumato?

L’unico dato certo, a meno che gli altri non siano stati tenuti nascosti, secretati come si dice, dalla Procura e dall’ufficio delle indagini di Catanzaro, resta il colloquio avuto da Campitelli con il consulente di mercato Barghigiani. Un solo colloquio quando il presidente teramano s’era recato, con o precedendo la squadra perché Campiteli viaggia sempre in auto, a Savona e pochi minuti prima della partita. Per sentirsi dire che poteva stare tranquillo e che il Teramo aveva i tre punti in tasca? Via, chi tarocca una partita, sa benissimo, a meno d’essere un deficiente completo, che la prima regola è non farsi vedere assieme all’eventuale taroccatore. Campitelli l’ha fatto e ha riconosciuto di averlo fatto. Eccesso di sicurezza o davvero solo un incontro di cortesia con chi si occupa di mercato?

Palazzi va giù molto pesantemente quando percepisce odor di bruciato, ma se tutto ruota intorno a un incontro per quanto possa avere sospetti davvero non può far sì che del suo Ufficio, celeberrimo e santificato da mille processi, si parli come si parlava della Santa Inquisizione. Non volendo siamo caduti anche noi nella ridda delle ipotesi e delle teorie purtroppo senza riscontri certi, ma che puoi fare se non attaccarti anche alle minime fiammelle di speranza in attesa di avere certezze?
Una cosa però, pensiamo di averla centrata: è stato Di Nicola a tirare in ballo Savona- Teramo, deve essere lui a tirar fuori dalle secche una società che ha avuto il difetto, insieme a tanti pregi, di avere un Presidente che parla con tutti nei momenti di euforia e di successo. E sono stati tanti da non lasciar pensare che tre promozioni consecutive, parlo delle ultime, siano tutte frutto di aggiustamenti. E’ vergognoso per chi osasse, disconoscendo la forza di una squadra, i suoi record, il valore del suo tecnico e dei suoi giocatori per ridurre il tutto a una malvagità gratuita. Ma aspettiamo Palazzi e gli atti. Se non ne esistono di compromettenti, potrebbe esserci comunque un Teramo in B con una consistente penalizzazione per la frequentazione di elementi poco raccomandabili con i quali però Campitelli ha dovuto vedersela nelle categorie inferiori e che non poteva mandare a quel paese nel momento di una grande conquista.

FEDERICO DE CAROLIS

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  • Giancarlo Morelli

    La procura di Catanzaro non mandera’ niente a Palazzi .Perche non ha niente in mano ,nussuna prova,nessuna intercettazione.nessun giocatore contattato,Ma che gli manda?Palazzi dira sul TERAMO non ho niente non mi è arrivato nulla.Quindi e in serie B a pieno tittolo e sul campo.