Il nuovo miracolo è possibile

I venti eroici teramani, presenti a Sant’Arcangelo, hanno sicuramente fiutato venti di gloria. La sensibilità del tifoso spesso supera quella degli addetti ai lavori. Hanno visto premiato il loro sacrificio con il ritorno della squadra del cuore nell’alto della classifica. Bisognerà attendere ancora per compiere salti di gioia (e di punti) e pensare di ripetere il miracolo dello scorso campionato, ma si può ben dire che questa squadra c’è. Non solo, non è neanche inferiore a quelle che l’anno scorso sono state costrette ad inseguirla per tutto il campionato. La constatazione che arriva dalla Romagna è che il Diavolo ha le carte in regola per ripetersi, al di là di qualche necessario aggiustamento e della cancellazione, raccomandata dal Coni, dei punti di penalizzazione. È stato forse proprio il -6 a rendere questo inizio di campionato incerto e ricco di qualche peccato di troppo. Alcune di queste sviste resteranno magari fino alla conclusione del torneo, altre, una volta guardata in faccia la realtà, sono destinate a scomparire.
La raccomandazione del Coni che ha praticamente cancellato quel che c’era stato di malvagio nelle sentenze dei giudici federali, ha fatto cadere ogni incertezza. Il Teramo corre e gioca anche se non riesce ancora a divertirsi come accadeva nella passata stagione. Non si diverte perché una squadra che segna 13 gol, ma ne incassa ben 10 non ha quel divario netto tra reti fatte e subite che necessita per arrivare in alto in classifica e restarci fino alla fine del campionato.

Don Vincenzo però conosce bene pregi e difetti dei suoi giocatori e con la sua insistenza e determinazione riuscirà sicuramente a limitare anche i danni difensivi che non appaiono insormontabili. Limitare sì, perché una squadra che segna, necessariamente è costretta anche a subire non solo le reazioni dell’avversario, ma anche quegli squilibri tattici che si creano quando si attacca con continuità e con profitto.

Sì perché se l’anno scorso c’era una dipendenza da Lapadula e Donnarumma quest’anno sono almeno in tre a sostituirli finora con ottimo profitto. Persino Le Noci, additato come “ribelle”, è tornato utile e si è sacrificato non poco per la comunità. Insomma è stato ritrovato lo spirito vincente non disgiunto dalla prima, buona notizia sul fronte delle pendenze giudiziarie, grazie al Coni.

Adesso può anche far paura il cammino della Spal, ma non si può avere tutto nella vita e soprattutto non è detto che i ferraresi, carichi d’antiche glorie, non possano curvarsi sugli stessi entusiasmi scatenati finora in una piazza assetata dalla voglia di tornare nel calcio che conta. Non marciano più a punteggio pieno, il che significherà pure qualcosa che tradotto in termini accessibili dice che non c’è una squadra capace di ammazzare questo campionato e soprattutto di sopraffare il Teramo, almeno in termini di valori. Vivarini, adesso che il morale è cresciuto e crescerà ancora, ha solo da curare i particolari difensivi buoni, ma non eccellenti per la fragilità di alcuni spesso anche poco aiutati dai compagni di reparto.

E’ un’operazione che costa sacrifici e massima attenzione ma che può sicuramente riuscire al meglio, grazie proprio a un maestro che non ha nulla da invidiare ai tecnici più titolati e famosi. Al resto penserà la voglia di rivincita di Campitelli, mai domo, ma sempre pronto intervenire per qualsiasi necessità atta a elevare ancora i toni e la forza di un team già di ottimo livello e che ci permette di dire ancora che si tratta di una squadra prestata a una categoria inferiore. E qui sta anche il rischio contenuto in quella mentalità cui abbiamo fatto riferimento in più d’una occasione: mai pensare che le partite si possano vincere solo facendo riferimento alle forze intrinseche. Bisogna dimostrare di settimana in settimana il proprio valore con grinta, motivazioni che peraltro non mancano e ,soprattutto concentrazione. A cominciare da domenica prossima a Carrara. Sarà necessario di aver dimostrato di aver trovato quella continuità che sola può essere foriera di un successo che diventerebbe davvero epocale dopo i guai che si è andati a cercare nella passata stagione.

FEDERICO DE CAROLIS