Doppio inciucio alle elezioni di Bellante

  - Di Alessandro Misson

Le bugie hanno le gambe corte. Soprattutto quelle pronunciate a fin di bene, con l’urna da riempire e la sicumera da campagna elettorale. Sicumera cui non sono sfuggiti certamente né lo schieramento del sindaco di Bellante, il neo proclamato Giovanni Melchiorre, tantomeno il suo principale e temibile avversario, l’ex sindaco Ennio Chiavetta. Per i pochi che non lo sapessero, Bellante è una di quelle amministrazioni “bulgare” nella quale dal dopoguerra ad oggi, e nonostante la caduta del Muro di Berlino, mai ha vinto un candidato che non fosse di sinistra, o di centrosinistra, o affine ed assimilato. Figuriamoci come nella “radicata” tradizione dell’elettorato bellantese possa essere considerato un candidato anche solo in odore di centrodestra. Perché di destra per ora proprio non se n’è mai parlato al governo bellantese, a meno che la coalizione non avesse preventivato con largo anticipo di perdere le elezioni. Ecco, per 70 anni della Repubblica Italiana, a Bellante è bastato solo lasciar intendere all’elettorato che un candidato fosse anche vagamente di centro per fargli perdere le elezioni.

Ebbene, la campagna elettorale di Bellante nelle ultime settimane è stata dominata da uno di quei temi davvero decisivi per le sorti di un Comune di poco più di settemila anime. Bando a programmi, confronti, dibattiti, idee, che pure ci sono stati. Gli schieramenti di Melchiorre e Chiavetta si sono combattuti soprattutto a colpi di presunte rivelazioni sull’esistenza o meno di appoggi o candidati consiglieri di centrodestra nelle fila avversarie.

Chiavetta ha composto una lista con Flaviana Pavan, che certo non avrà mai avuto una tessera di partito, ma era pur sempre la candidata sindaco del centrodestra alle precedenti elezioni, ed ha accolto tra i candidati anche Emidio Di Sabatino, candidato forzista alle precedenti elezioni con la Pavan, di simpatie azzurre, ma stavolta candidato per Chiavetta. E anche Claudio Di Matteo, anche lui con la Pavan, avversario di Chiavetta alle elezioni 2006.

Dall’altra parte invece la coalizione del sindaco Melchiorre ha incassato l’appoggio elettorale di una sedicente associazione dichiaratamente di centrodestra, “Bellante c’è”, che ha affermato - mai smentita - di essere il movimento appoggiato dal centrodestra provinciale - rappresentata da Dino Iachini (presidente di Bellante In) e Vincenzo Pallini, già candidato nelle liste del sindaco Mario Di Pietro nel 2006, ma in quota tancrediana alle regionali del 2014 con Ncd. È stata proprio l’associazione “Bellante c’è”, tramite un accordo preelettorale, a fornire addirittura il simbolo alla lista civica del candidato Pd Melchiorre, che ne ha solo cambiato il nome in Bellante Futura.

Di fronte a queste evidenze, per lo più stranote ai bellantesi, la campagna elettorale si è giocata tutta a colpi di chi fosse davvero o meno di destra, o su quale fosse l’autentica coalizione di sinistra. Quando entrambe le liste, sia quella a marca Dem di Melchiorre che quella “di Sinistra” di Chiavetta, hanno ampiamente superato nei fatti il tabù ideologico sbandierato nei confronti dell’elettorato. E giù a cercare di mettere pezze prima del voto, con reciproci scambi d’accuse, patenti di autenticità da esibire e passati da riscrivere o correggere. Sempre a fin di bene elettorale, s’intende.

La prova del nove di ciò che andiamo sostenendo, cioè che entrambe le coalizioni avessero al loro interno una componente di centrodestra, ampiamente assimilata per superare lo schieramento ideologico destra/sinistra, sta tutta in una dichiarazione e in una fotografia. E nell’effetto un po’ comico della loro combinazione.

La dichiarazione è di Vincent Fanini Nella foto con Berlusconi), coordinatore provinciale di Forza Italia, che il 7 giugno, ad urne chiuse, ha fatto gli auguri ai sindaci di centrodestra eletti nell’ultima tornata e anche al sindaco Melchiorre, nonostante Melchiorre sia il candidato del Pd.

La fotografia è invece del nostro Pietro Colantoni, che ieri in via Capuani è riuscito finalmente a fotografare l’auto del sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, che da alcuni giorni sicuramente per puro caso porta a spasso sul cruscotto della sua Smart rossa un pacco di volantini elettorali di Ennio Chiavetta, il candidato sindaco di Sinistra, quello a sinistra del Pd. Il sindaco di Teramo, forzista della prima ora, è stato il predecessore di Fanini nel ruolo di coordinatore provinciale del partito di Berlusconi. A quanto sembra, insomma, il centrodestra si è dato da fare su entrambi i fronti elettorali bellantesi. Entrambi di Sinistra, più o meno.

Alessandro Misson