“Agnelli non giochi con le parole. L’onorabilità non è in discussione. È già stata ampiamente persa”: Così Sergio Artico, il presidente del Tribunale (nella foto), tagliò corto con il presidente della Juventus. I destini del Teramo sono nelle sue mani. Lo sarebbero anche se non ci fossero disparità di vedute tra i suoi giudici. È la sua parola quella che conta. Stima molto Palazzi, di conseguenza stima anche Tornatore. È di quegli uomini irreprensibili. Crede che Campitelli sia innocente oppure il contrario? Non emette giudizi prima del… giudizio. Rispetta il suo ruolo, non parla. Dirà qualcosa solo a cose fatte e solo se sarà sollecitato da qualcuno. Magari un bravo da parte di Lotito.Chi vivrà vedrà in definitiva la retrocessione o la salvezza del Teramo. Non possiamo neppure provare a calarci nella mentalità del giudice, soprattutto nei suoi pensieri. Di stangate ne ha distribuite a iosa. Non l’ha fatto mai senza senso. Forse questa volta si trova davanti a un processo tutto nuovo. Ci sono due presidenti accusati di responsabilità diretta, il che per il diritto sportivo significa retrocessione e annullamento di ogni performance del Teramo, con punti di penalizzazione che non saranno sicuramente i 20 chiesti da Tornatore. Questo sarebbe davvero un eccesso.
Esaminiamo però l’altra faccia della medaglia. Campitelli è estraneo a qualsiasi contestazione certa e diretta, il che si avvicina molto alla realtà con il conforto degli atti processuali. L’accusa di Tornatore si basa invece solo su indizi, smontati uno per uno dalla difesa dell’avvocato Chiacchio. Resta solo un teorema: Campitelli non poteva non sapere. Per larghissima parte della stampa italiana, si potrebbe dire all’unanimità che non sapeva. La stampa nazionale l’ha dedotto dal processo. Ha avuto la conferma dalle parole di Campitelli, dai suoi giuramenti, dal suo passato di uomo, almeno nei confronti della Giustizia, tutto d’un pezzo. È difficile, dopo aver passato la sua persona al setaccio, scovare anche un solo atto - il furto di una mela - contrario alle leggi. Solo per questo andrebbe assolto e con lui il Teramo potrebbe restare in serie B. Sia pure penalizzato concretamente, però non evirato. Sarebbe un atto di Giustizia vera. Che ne può sapere Campitelli di come si tarocca una partita se non era mai arrivato finora a certi livelli? Magari ha potuto dire, quando era nel Canzano, a qualche avversario “Nen c’accidate, ca sate troppe furte pì noje (non ci uccidete, siete troppo forti per noi)”. Era troppo felice prima della partita di Savona per poter pensare a qualcosa al di fuori della normalità. Ma le sa queste cose il Presidente Artico? Forse che sì, forse che no.
Se il suo amico Palazzi avesse scatenato gli 007 intorno ad altre figure, non fidandosi di tutto ciò che è stato messo a disposizione dalla Procura di Catanzaro, forse avrebbe scoperto lui stesso il giochino delle scommesse. E su questo sarei pronto a far dispetto alla moglie che non ho… Saranno sicuramente altri i pensieri di Artico che si fida del suo acume e delle carte, ma pensiamo che in qualche modo si fiderà anche di Tornatore. Vorremmo essere solo profeti di sventure e vederci pienamente smentiti, ma le sensazioni purtroppo sono completamente diverse. Pagherò pegno a San Gabriele nonostante una schiena a pezzi, magari percorrendo il tragitto a tappe e onorandolo nelle migliori trattorie della strada, anche alla faccia del diabete. Se solo fossi sicuro che il Teramo ce la facesse.
Si è in molti a pensare che la levata di scudi in favore del Teramo da tutta l’Italia possa in qualche modo incidere. Penso invece il contrario, anche se la speranza punta decisamente ad un mio grossolano errore di sensazione. Però in un Tribunale sportivo non ho mai visto il Presidente che smentisce totalmente il Pm. In fondo sono della stessa famiglia. È così nella giustizia sportiva ma se Artico dovesse scegliere la strada giusta, tutta Teramo sarà perennemente con lui.
Intanto sono passati tre giorni e la bacheca della FIGC è ancora vuota. Buono o cattivo segnale? Se succedesse in un processo da Corte d’Assise sarei pronto a giurare sull’indecisione tra i giudici popolari. Qui potranno esserci solo ragionamenti e confronti sul come stilare la sentenza. Ma è già stata fatta. Il Teramo che ha svegliato le coscienze di tutti gli sportivi e anche di quelli che non lo sono per la diversità di trattamento con il Catania, avrà magari il contentino di vedersi ridotta la penalizzazione. Ma non avrà certo Giustizia “vera”, quella Serie in B che le spetterebbe di diritto. Tanto valeva la pena accusare i biancorossi di aver taroccato almeno un’altra ventina di partite, delle 24 utili e consecutive, piuttosto che beffarli, offenderli e condannarli così. Ma è il mondo sportivo che va avanti in questa maniera, specie quando capita tra le sue mani una società che si può stritolare senza eccessivi timori anche perché si ha il merito di assecondare Lotito che in Federazione comanda e non vuole piccole città in alto come Frosinone e Carpi. Figuriamoci il Teramo. Darebbe fastidio anche in serie B. Signori, la giustizia calcistica è questa. Spero di potermi ricredere con la sentenza, ma mi sento logorato ormai da una battaglia che non avrò condotto bene, ma che sicuramente mi ha preso fino al cuore, nel ricordo di quegli anni giovanili, delle sfide al vecchio Stadio Comunale e al Liceo Delfico. È la vita: si perde e si vince, anche se stranamente a perdere sono sempre i più deboli.
FEDERICO DE CAROLIS