Anche la speranza logora, specie quando i suoi margini si riducono. In questi giorni ci siamo illusi e, forse, sconvenientemente, abbiamo illuso anche i tifosi. Pensavamo che, non essendoci prove certe contro Campitelli, la B potesse appartenere ancora al Teramo. Speriamo davvero possa essere così. Accusa e collegio giudicante appartengono allo stesso ordine. La smentita per richieste che sono sembrate assurde e riprovate da tutti, non ci sarà. Non è lecito insomma, aspettarsi miracoli. Credo che neppure San Gabriele abbia voglia di intromettersi. La sola speranza che coltivo è che quella penalizzazione di 20 punti richiesta da Tornatore sia clamorosamente smentita e che ci sia un minimo di considerazione per l’arringa dell’avvocato Chiacchio. L’assurdità sta tutta nella bonomia di Palazzi usata per il Catania e nella mano pesantissima contro il Teramo. Disparità, dettate dal pentimento di Pulvirenti e dal rifiuto di ogni responsabilità di Luciano Campitelli. Non sapeva niente? Peggio per lui. Peggio soprattutto per il Presidente del Savona, accomunato allo stesso destino del collega teramano. Il particolare che fa rabbrividire è che non si conoscono neppure. Quello che appare addirittura raccapricciante è che il presidente del Savona abbia accettato la combine per 70.000 euro da dividere con i “pensatori” del malaffare. Non ci sto a pensare un uomo ricco o addirittura ricchissimo, capace di sporcare il suo nome e quello della sua società per una cifra risibile, almeno per chi potrebbe spendere gli stessi milioni tirati fuori da Mr. Bee per una quota di minoranza del Milan.
Dellepiane dev’essere essere uscito dal calcio profondamente schifato oppure, mi scusi lo stesso pensiero, Paperon de’ Paperoni ha trovato un emulo nella realtà. E se i due presidenti fossero assolti dalla magistratura ordinaria che difficilmente condanna in mancanza di prove certe?
Niente, credo che a meno di una causa per risarcimento danni, per la Giustizia sportiva non cambierebbe davvero niente, anche se Campitelli avrebbe la soddisfazione di vedere riconosciuta la propria onestà che ha difeso come un leone. L’avvocato Borzoni è convinto di farcela anche se non può dare certezze. Lo sport ha chiesto e ottenuto la sua autonomia, quindi anche in questo caso conviverà con l’indipendenza dei due giudizi. La coscienza? Quella è un fatto personale con la quale dovrà vedersela ogni singola persona coinvolta.
Se è giusto non pensare a possibili miracoli (che non esistono almeno nel campo sportivo), penso che sarebbe giusto, qualora Campitelli venisse squalificato, cominciare a preoccuparsi per il futuro della società. Il Teramo in questo frangente non solo ha avuto “la beffa” di assaporare la B, ma anche la preoccupazione di potersi ritorvare addirittura senza un presidente per ricominciare decentemente da quella D cui l’ha già relegata l’accusa. E se non dovesse accettare di guidare la società Ercole Cimini il guaio diventerebbe grosso a tal punto da lasciare la città senza calcio. Per questo, l’altro giorno, abbiamo affacciato l’ipotesi di successione in famiglia. Cimini mi sembra un uomo molto risoluto, ma anche alieno dai facili entusiasmi, soprattutto rabbioso nel momento in cui sente di aver subìto una grossa ingiustizia. Passi quel rifiuto forse dettato dalla contingenza del momento, ma se davvero all’interno della famiglia c’è questo grande senso dell’onore, per Cimini sarebbe l’occasione giusta per dimostrare che i torti erano tutti da un’altra parte e non dovevano ricadere neppure come semplice sospetto su Luciano Campitelli. Forse è presto per questo tipo di discorsi, ma tra una quindicina di giorni saranno arcinoti i destini del Teramo, ma non quelli della società che potrebbe finire in braghe di tela. Non solo, ma c’è anche una squadra cui pensare. Sono già diversi i giocatori di cui si sente dire che hanno richieste. Molti accetteranno, altri non si pentiranno di ricominciare da capo con la stessa maglia. E Vivarini? Non saprei né dire, né consigliarlo. L’uomo ha dimostrato i suoi valori in più campionati e chiedergli di restare per ricominciare praticamente da capo sembra quasi un assurdo. Un contratto a lunghissimo termine a lunghissimo termine? Non mi azzardo a fare ipotesi senza la certezza di un Cimini presidente. In fondo, si potrebbe seguire il Genoa che in due stagioni dalla C è riuscito a tornare in serie A. E alla quinta stagione ha recuperato la presidenza di Enrico Preziosi. Tutti hanno dimenticato la valigetta con i 300.000 euro e la squalifica visto che oggi ricopre anche incarichi ufficiali in Lega. La stessa sorte potrebbe toccare a Campitelli, in definitiva. Il calcio che crea momenti drammatici persino sul piano personale, spesso cancella con un successo tutto un passato di disavventure e di guai. Ciò che bisogna fare con una certa urgenza è trovare subito un Direttore Sportivo, possibilmente vincente, che non abbia nessun legame con l’ambiente locale e che, soprattutto, non abbia mai fatto parlare di sé in relazione a scompostezza e disonestà sportiva.
Sono andato troppo avanti? Spero davvero d’essermi sbagliato su tutto, ma è difficile che le richieste di Tornatore siano capovolte in giudizio. Quello che si chiede ai giurati in questa prima manche è che al danno per un Presidente che non dovrebbe essere condannato, ma che probabilmente lo sarà senza che nessuno riesca a spiegarne i motivi veri, non si aggiunga la beffa dei -20 di penalizzazione. È vero che la Juve fu condannata a -23 e vinse comunque il campionato di B, ma lì ci fu una sentenza che non rispettò assolutamente le regole che prevedevano la serie C. Ma il Teramo non è la Juve: è bene che si prepari al massacro che verrà tirando fuori quella forza di reazione necessaria a cancellare l’anno più bello e allo stesso tempo più buio della sua storia. Insieme a quel -20 che è l’assurdo più assurdo che si possa chiedere e che denota, permettetecelo, solo cattiveria e forse anche mania di persecuzione nei confronti dei più deboli.
FEDERICO DE CAROLIS