Rivolta dei vucumprà contro i controlli

MARTINSICURO – Quella di ieri, per i cittadini di Martinsicuro, sarà ricordata come la giornata della rivolta degli abusivi. I vucumprà, un centinaio circa, hanno marciato compatti fin sotto al Municipio della cittadina truentina per protestare contro il rafforzamento dei controlli avviato nei loro confronti dopo la direttiva Ministro Angelino Alfano, subito recepita dall’amministrazione guidata da Paolo Camaioni e da altri comuni costieri. Il giro di vite, fatto di controlli serrati, identificazioni, multe e sequestri, non è piaciuto proprio agli ambulanti abusivi che sono scesi in piazza per chiedere l’esatto opposto: meno controlli, più tolleranza, e soprattutto di allentare la morsa dei sequestri di merce contraffatta effettuati da parte delle forze dell’ordine. A protestare, sono stati all’incirca un centinaio, di diverse nazionalità tra senegalesi, nigeriani, bengalesi, cingalesi e maghrebini. Una manifestazione senza precedenti nel Teramano che, comunque, sta a significare quanto i controlli voluti dal Ministero dell’Interno e pianificati dalla Prefettura di Teramo, stiano avendo l’effetto sperato. La lotta al commercio abusivo e alla contraffazione di prodotti del Made in Italy, infatti, è un tema di strettissima attualità, soprattutto nelle città costiere, dove i commercianti da diverso tempo chiedono di lavorare senza la concorrenza sleale dei vucumprà e dei loro prodotti taroccati.

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Commenti

  1. BERY

    PAGASSERO LE TASSE COME NOI, ALTRIMENTI FUORI!

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  2. Borbone

    Condivido con BERY, non aggiungo altro altrimenti ci si potrebbe fare un bel film comico con i nostri politici.

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  3. punto interrogativo

    “Pagassero le tasse come noi…” ahahah…
    Carissima Bery, grazie per l’allegria che mi hai regalato. I 150 miliardi di euro che ogni anno si evadono in Italia appartengono ai “vu cumbrà”? Quei commercianti inviperiti per i banchetti abusivi, pagano tutti le tasse? ahahah… Dalla ricca Cortino ai lussuosi negozi del centro di Milano, fino alla punta dello stivale isole comprese, risulta raro che commessi e camerieri guadagnino meno dei titolari delle attività commerciali. Che gli immigrati scesi a protestare abbiano torto non ci sono dubbi, ma sarebbe opportuno lanciare uno sguardo anche in casa propria.

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