Rivolta dei vucumprà, la Prefettura invita a rafforzare i controlli

TERAMO - La risposta, indiretta, della Prefettura di Teramo alle protesta dei vucumprà di Martinsicuro e Alba Adriatica c’è stata ieri mattina. I commercianti abusivi chiedono meno controlli e meno pressione da parte delle forze dell’ordine, per guadagnarsi il pane con le loro attività illegali? La Prefettura risponde con una riunione della Conferenza plenaria permanente, con forze dell’ordine al completo e amministratori pubblici, Camera di Comercio e presidenti di tutti gli enti ed uffici pubblici. Un un solo argomento all’ordine del giorno: una campagna di promozione della legalità, declinata però in due punti: i nuovi provvedimenti della legislazione antimafia per le imprese e il rafforzamento della rete incrociata di controlli contro l’abusivismo commerciale. Una risposta netta, precisa e nei tempi più che chiara, quella arrivata ieri mattina dalla riunione in Prefettura a Teramo presieduta dal vice prefetto vicario Silvana D’Agostino, coadiuvata dal viceprefetto Roberta Di Silvestro e dal sostituto del capo di gabinetto Alberto Di Gaetano.

Lunedì i vucumprà di Martinsicuro avevano protestato con un sit in davanti al Municipio, chiedendo meno controlli di identificazione da parte di Carabinieri, Polizia e vigili urbani, e meno sequestri di merce contraffatta sulle spiagge. Stesso copione il giorno successivo, martedì, per le strade di Alba Adriatica, con la richiesta d’incontro - negata - dal sindaco, e di un ammorbidimento dei controlli disposti dalla Prefettura, almeno per i prossimi dici giorni. Un modo - hanno sostenuto gli animatori della protesta - per portare a casa il pane dopo la durissima campagna repressiva disposta dal Ministero dell’Interno.

Ieri la Prefettura ha invece ribadito il concetto: controlli serrati, tolleranza zero per le attività illegali, tutela del made in Italy.

L’obiettivo è contrastare con efficacia l’abusivismo commerciale, con un invito esplicito agli amministratori locali affinché adottino provvedimenti specifici per vietare l’offerta di servizi e prodotti abusivi o irregolari su tutto il territorio comunale di competenza. La Prefettura, dopo la sperimentazione della rete serrata di controlli dall’inizio dell’estate, ha suggerito un’opportuna campagna informativa per contrastare l’abusivismo e ha poi proposto la sottoscrizone di un protocollo d’intesa per attuare la sicurezza integrata tra i Comuni.

L’ondata di protesta dei vucumprà lungo la riviera teramana, cominciata lunedì a Martinsicuro, non si arresta e sbarca anche ad Alba Adriatica. Ieri mattina, una cinquantina di ambulanti abusivi, seguendo l’esempio dei colleghi truentini, ha organizzato un corteo non autorizzato lungo le strade della cittadina vibratiana puntando dritto al Municipio. Ancora una volta sono tornati a chiedere un allentamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine ma anche una “proroga” di dieci giorni per permettere la conclusione della stagione. Ma anche in questo caso, come avvenuto con il sindaco Paolo Camaioni, le loro richieste hanno trovato la ferma opposizione dell’amministrazione comunale, intenzionata ad andare avanti nella lotta all’illegalità sulle spiagge cittadine. Il primo cittadino Tonia Piccioni, infatti, è andata oltre il suo collega Camaioni e non ha voluto incontrare la delegazione dei vucumprà. Ha preferito mandare l’assessore Marco Pilò per avvisare i manifestanti che «non c’è spazio neanche per il dialogo per chi lavora nell’illegalità più completa». Se a Martinsicuro, quindi, gli ambulanti abusivi hanno trovato il fermo “no” delle istituzioni, ad Alba Adriatica si sono scontrati contro un muro ancora più duro.

 

LA PROTESTA. Anche questa volta, dopo essersi radunati in via Mazzini e dopo aver dato vita ad un corteo, i manifestanti hanno occupato pacificamente la piazza di fronte al Municipio della cittadina al grido di “vogliamo lavorare”. A vigilare e a garantire la sicurezza ancora una volta gli agenti della Digos di Teramo supportati dalla Polizia Municipale e dai Carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica. Anche in questo caso non sono mancati i commenti da parte dei cittadini e dei commercianti albensi che si dicono esasperati per la situazione di concorrenza sleale che sono costretti a vivere e per il degrado provocato da alcuni comportamenti dei vucumprà e per il disturbo che quotidianamente provocano ai turisti presenti sulle spiagge. Una delegazione ha poi incontrato l’assessore alla sicurezza Marco Pilò, chiedendo la possibilità di poter lavorare e ottenere licenze e una proroga di dieci giorni ai controlli. Ovviamente la risposta dell’amministrazione comunale è stata negativa. Anche in questo caso, gli uomini della Digos, hanno raccolto il materiale necessario per l’identificazione dei manifestanti che, come avvenuto per quelli di Martinsicuro, saranno segnalati alla Procura per manifestazione non autorizzata. Scongiurata all’ultimo minuto, invece, la contromanifestazione di alcuni commercianti che erano pronti a scendere in piazza per chiedere l’esatto opposto: maggiorni controlli e rispetto delle regole.

 

IL SINDACO. A ribadire il fermo no ad ogni tipo di concessione è lo stesso sindaco Tonia Piccioni che non ha neanche voluto incontrare la delegazione dei vucumprà per dare un segno forte sulla volontà di portare avanti l’azione di controllo sul territorio e di lotta all’illegalità. «Umanamente capisco la loro situazione – afferma il primo cittadino – si tratta perlopiù di persone sfruttate ma io sono e sarò sempre dalla parte dei cittadini e dei commercianti che rispettano le regole e che vivono sul nostro territorio 365 giorni all’anno. Non si tratta di razzismo ma di lotta ad un tipo di abusivismo che sta mettendo in ginocchio il commercio locale e che crea anche disagi ai turisti che affollano le nostre spiagge in estate». Nessun passo indietro sulla direttiva del ministro Alfano, quindi. Anzi, per la Piccioni sono necessari ancora più controlli per debellare il fenomeno. «Sulla passeggiata – continua – grazie all’impegno delle forze dell’ordine, siamo riusciti a rendere la situazione molto più vivibile e gli ambulanti abusivi sono scomparsi, salvo qualche sporadica bancarella. Il problema principale è quello che riguarda l’arenile, molto più difficile da controllare, ma la protesta sta a rappresentare che ci stiamo muovendo bene e che i controlli stanno avendo l’effetto sperato. Stiamo combattendo questa battaglia non solo per i commercianti ma anche per l’immagine di una cittadina turistica che non può vivere le situazioni di degrado che giornalmente mi vengono segnalate dai residenti – conclude la Piccioni – quindi andremo avanti seguendo la circolare ministeriale e secondo le direttive fissate nell’incontro in prefettura del 13 agosto scorso dove abbiamo stilato un programma ben preciso di intervento lungo la costa teramana».

 

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Commenti

  1. pasqualino

    andare avanti nel combattere l’illegalita’ per evitare che la situazine degeneri.

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  2. Borbone

    Condivido pienamente con pasqualino.

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