Quattordicenne violentata dal patrigno

TERAMO – Ha riconosciuto nella figlia i comportamenti di chi è vittima di abusi. Quei modi di fare li conosceva bene perché erano gli stessi che aveva avuto lei quando, da ragazzina, era stata violentata. Stranezze, mezze verità, parole non dette e reticenze che l’hanno spinta ad indagare fino ad ottenere una confessione. Uno sfogo della figlia, che le ha parlato delle violenze sessuali subite in più occasioni dal patrigno. A quel punto, dopo lo shock, è scattata la denuncia. Una vicenda familiare molto delicata e, almeno in apparenza, segnata da un tragico filo rosso di abusi. A processo, davanti ai giudici del Tribunale di Teramo, c’è un commerciante cinquantenne della Val Vibrata. L’uomo, sposato con una donna di qualche anno più giovane, aveva accolto a casa anche la figlia della compagna avuta da una precedente relazione. La ragazzina oggi ha vent’anni, ma all’epoca dei presunti abusi ne aveva appena quattordici. Il marito della madre avrebbe più volte abusato di lei mettendole le mani addosso, facendole avance e infine costringendola a consumare rapporti sessuali. La magistratura, tramite il sostituto procuratore Bruno Auriemma, ha messo sotto inchiesta il commerciante oggi a processo per fatti risalenti al 2009 con l’accusa di violenza sessuale su minore. L’uomo si è sempre detto innocente.

 

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