TORRICELLA – Al centro di Teramo li vedi spesso passeggiare, con le facce annoiate, senza una meta e alla ricerca di uno svago in attesa che finisca la giornata. Qualche volta li trovi sulle panchine o tutti assieme sulla scalinata del duomo. A Torricella, invece, lavorano a supporto dell’amministrazione comunale, fornendo un servizio essenziale per la comunità locale. Lavoretti di pulizia, piccole manutenzioni, spazzamento delle strade, fianco a fianco agli operai del Comune. Si tratta dei migranti provenienti dai viaggi della morte attraverso il Mediterraneo. Sono persone in attesa di ottenere asilo politico o lo status di rifugiato, e negli ultimi tempi ne sono stati accolti in diversi centri della nostra provincia. Piuttosto che tenerli isolati nel loro mondo, nell’impossibilità di integrarsi, come accade in tanti piccoli centri in tutta Italia, l’amministrazione comunale del sindaco Daniele Palumbi, grazie al prezioso supporto della Caritas e della Prefettura di Teramo, ha preferito coinvolgere nella comunità i giovani ospitati nel territorio torricellese attraverso il principio cardine della Repubblica Italiana: il lavoro. Lo ha fatto dando attuazione ad un progetto formativo e di volontariato, riservato appunto ai migranti ospitati in tutta la provincia e che saranno impiegati nel territorio di Torricella Sicura. Saranno loro, infatti, ad occuparsi della manutenzione stradale, a supporto del personale comunale, ma non solo. Daranno un preziosissimo aiuto anche nelle attività di gestione del verde pubblico, nello spazzamento delle strade e in diverse altre mansioni che vanno dalla pulizia dei canali alla manutenzione dei parchi pubblici. Altro che fannulloni, quindi, i migranti che, loro malgrado, sono più volte finiti al centro delle critiche di popolo per le spese sostenute dallo Stato per garantire loro un soggiorno dignitoso nel nostro Paese. A Torricella sono loro i primi a dare una mano, a partecipare in maniera entusiasta alle attività, come confermato dal sindaco Daniele Palumbi. E lo fanno con una voglia fuori dal comune di rendersi utili per la nazione che li ospita. Segno, anche questo, che accoglienza significa anche opportunità da offrire. L’integrazione, a Torricella, passa quindi attraverso il lavoro e i ragazzi africani si inseriscono attraverso piccole mansioni svolte per il Comune. Veramente un bell’esempio in un momento in cui la questione immigrazione rischia più che mai di finire al centro di strumentalizzazioni politiche basate sulla pancia più che sul ragionamento.
Nella foto: i migranti con il sindaco Daniele Palumbi e l’assessore Marco Di Nicola
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