TERAMO - «Perché la regione, ad oltre un mese dalle dimissioni del Dott. Rolleri, non nomina il suo sostituto?». E’ la domanda che pone e si pone la Cgil in una nota sullo «stallo» della nomina del nuovo direttore generale della Asl di Teramo. «Quali giochi si stanno facendo sulla pelle della sanità teramana? Si vocifera, sui giornali - continua la nota - di un accorpamento con la provincia dell’Aquila». Ma «siamo sicuri - prosegue il sindacato - che questa soluzione sia quella «ottimale per la nostra sanità?».
«Ci saremmo aspettati - prosegue il comunicato - un cambio di passo dalla nuova Giunta Regionale, purtroppo constatiamo che un reale cambiamento, fino ad ora, non c’è stato, anzi, le scelte che si andrebbero profilando, vedi accorpamento con L’Aquila, vanno nella direzione di impoverire la nostra sanità». Secondo la Cgil, tutto avverrebbe «senza il coinvolgimento delle parti sociali e dei cittadini»
Da qui la presa di posizione: «Come Fp Cgil siamo abituati a giudicare dai fatti chi ha l’onere di amministrare, proponendo soluzioni in un confronto dialettico che porti a risolvere le varie problematicità, ma siamo anche abituati a non farci imporre logiche che ledono gli interessi dei fruitori e dei lavoratori della nostra sanità. Vigileremo affinché la nostra sanità sia messa in condizione di dare risposte alle giuste aspettative degli utenti e dei lavoratori, in caso contrario chiameremo alla mobilitazione le forze sane della nostra provincia per difendere il diritto ad una sanità migliore e pi» corrispondente alle esigenze dei cittadini».
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aznavour
RITARDO PREANNUNCIATO E GIUSTIFICATO. Tranquilli il direttore generale verrà presentato appena ultimata ” la messa a punto “. Si, a ricoprire detto prestigioso incarico sarà uno ROBOT, per il semplice fatto che l’automazione e gli algoritmi sono il futuro, il sol dell’avvenire! Ecco perché Big Luciano, a breve, ci farà dono di un manager molto più dotato,più veloce, più facile di quelli in carne ed ossa…..capace anche di emozionarci, come è suo stile! Non preoccupatevi perché sembrerà, in tutto e per tutto, un UMANO anche se con una COSCIENZA uno “pedicellosa”. Naturalmente scherzo…..ma non troppo! Sans souci
Borbone
Porto un solo caso, si fecero la raccolta delle firme diversi anni fa davanti l’ospedale di Giulianova contro la chiusura di diversi reparti, e nell’uscire dall’ospedale c’erano il Sindaco Ruffini e D’Alfonso che era venuto per un comizio alla spiaggia, le sue parole famose dette al comitato furono, io sarò come una spina nel fianco, si ma della povera gente, ormai siete tutti cavalli conosciuti!
Mario Marchese
Date l’autonomia di gestione ai presidi Ospedalieri sulla spesa storica di qualche anno addietro, cioè del 2010, e da qui partire, far partire le varie capacità gestionali dei presidi, la capacità di attrarre clienti, di sapersi organizzare, di dare risposte al territorio, come nel caso di Atri, dell’AREA VASTA, la 5° Provincia d’Abruzzo, con mobilità attiva assicurata, ed allora dimostreremo, ancora una volta, che l’Ospedale di Atri potrà ancora primeggiare in molti campi medico-diagnostici e terapeutici da far invidia. Ma questo non lo vuole nessuno e tantomeno l’ASL teramana o la Regione, si creerebbe una diversità che non deve esistere, cioè: la gestione va centralizzata, per centralizzare e spalamre i problemi, in poche parole ciò vuole dire, come lo è stato in questi anni: far funzionare tutto peggio e togliere le capacità la dove le cose funzionano meglio. Insomma distruggere quello che di meglio il pubblico possa dare, affinché si dica che non funzioni, e che vanno soppressi, ovviamente il tutto a vantaggio di una realtà sanitaria privata che in Abruzzo è sempre rampante e viva su molti campi, vedi la riabilitazione, vedi la chirurgia in DS, o la assistenza Psichiatrica, e la diagnostica strumentale e clinica. Ho fatto tante di quelle proposte in questo campo al Sindaco di Atri, ai vari partiti, al Direttore Generale ultimo e penultimo, ma a nessuno interessa nulla di come può funzionare meglio le cose. Il tutto, quanto è deciso dalla politica, se può funzionare male che funzioni in questo modo, tanto, prima o poi verrà soppresso ed il problema è risolto. Un piccolo esempio: Ad Atri, ormai c’è una cardiologia h24 da due anni, un certo signore Napolitano, capo dipartimento cardiologico dell’ASL teramana (a cosa servono poi questi incarichi) ordina ad Atri di non applicare più i Pacemaker , senza un valido motivo, ovviamente non dando i relativi finanziamenti e strumenti per far questo anche se Atri lo vorrebbero fare, applicare. Perché? E poi, ovviamente si riduce la capacità di ricoveri per anno 8non mettendo più questi ausili elettronici, i relativi ricoveri di controllo, non sussistono più, ed allora che fa il fantomatico Napolitano, dice alla UTIC di Atri che hanno diminuito i ricoveri. Cosa c’è da rispondere a questo signore del ………? Ed inoltre, pur essendo l’unica struttura a norma dell’ASL teramana la si vorrebbe far chiudere o la si condiziona continuamente ed in ogni modo, come avete visto, non gli si danno nemmeno i medici necessari per l’h24. Mi spiego ancora: a S. Omero che fa l’h12, cioè solo di giorno, attività ambulatoriale, hanno 9 medici, ad Atri che fanno oltre l’attività ambulatoriale, anche quella dell’h12, cioè garantiscono gli acuti, gli infartuati, la loro stabilizzazione ed il loro monitoraggio d’urgenza, cioè una UTIC, non UTIC, HANNO SOLO 6 MEDICI. E’ mai possibile? Ciò vuole significare che lo si vuole mettere in difficoltà al fine di non far più garantire l’h24, cioè buonanotte all’UTIC. Ecco la vera strategia della politica e dei veri Direttori Generali. Unica struttura a norma rispetto alle altre due esistenti nell’ASL. Avevamo il Primario Ciampini, con concorso ad Atri, con imperio mobilitato a Giulianova. Perché? Eppure Giulianova dista ad appen 5 minuti da un’altra UTIC e Cardiochirurgia , cioè quella di Teramo, ed allora? Se c’è la necessità di sopprimere qualcosa è quella di Giulianova da sopprimere o lasciare in essa una cardiologia h12, non quella di Atri, che oltre ad essere necessaria territorialmente nell’AREA VASTA, esprime per l’ASL di Teramo una mobilità attiva che le altre due UTIC , Giulianova e Teramo non hanno. Capito, caro Napolitano e company? Si disse che in Atri non si potevano più fare le coronarografie e le angioplastiche , perché non c’è la cardiochirurgia . Ma di grazia a Giulianova c’è? A Pescara c’è? A l’Aquila c’è. Ed allora? Quando la politica decide di sfasciare, sfascia e basta. Così è stato per Atri così sarà ancora nella gestione D’Alfonso, che peraltro sembra voler seguire la strategia di Del Turco, del PSR 2007-2010, ve lo ricordate? Ma stavolta non ci stiamo, come non fummo d’accordo allora, almeno noi del Comitato, la città è con noi e sapremo farci valere, anche con azioni eclatanti. Mario MARCHESE - COMITATO DIFESA OSPEDALE ATRI dal 2006-