TERAMO - Il Forum H2o e l’associazione Pescara PuntoZero hanno presentato un esposto alle procure di Teramo e Chieti su quanto accaduto in ben quattro comuni: Ortona, Francavilla al mare, Giulianova e Martinsicuro. Lo rendono noto le stesse associazioni, sottolineando che “l’analisi degli atti e una serie di sopralluoghi hanno fatto emergere una situazione del tutto fuori controllo, con macroscopiche inosservanze della Direttiva comunitaria 7/2006 e delle normative nazionali che regolano la materia della balneazione”.
Ad Ortona, evidenziano le associazioni, “mancano completamente i cartelli di divieto di balneazione su ben tre tratti chiusi su tre controllati” e “in tutti e tre i casi c’erano bagnanti, con diversi minori, anche di 2-3 anni che facevano il bagno in aree vietate alla balneazione”. Inoltre, “su un quarto tratto che doveva essere chiuso temporaneamente tra il 17 e il 19 giugno per un superamente dei limiti, non siamo riusciti a trovare alcuna Ordinanza di divieto pubblicata sull’albo pretorio online del Comune”.
“A Francavilla al Mare - aggiungono - risulta incredibilmente aperto alla balneazione un piccolo tratto ‘140 metri a sud di Fosso S.Lorenzo’ che senza un esplicito provvedimento della Regione Abruzzo, che non c’è, dovrebbe essere chiuso alla balneazione fin dal primo maggio mentre risulta aperto sul sito del Ministero della Salute”. “A Giulianova, invece - spiegano ancora le due associazioni - abbiamo segnalato alla Procura, come preannunciato, l’incredibile vicenda dell’ordinanza sul tratto “250 metri a Nord della Foce del Fiume Tordino” che risulta essere stata emessa con due giorni di ritardo e pubblicata sull’albo pretorio con cinque giorni di ritardo rispetto alla comunicazione dell’Arta del 15 giugno dell’avvenuto superamento dei limiti di legge”.
A Martinsicuro, infine, il tratto ‘200 a Nord della Foce del Vibrata’ “è stato inopinatamente riaperto alla balneazione dalla Regione Abruzzo nonostante il Fiume Vibrata rimanga quello che è da alcuni anni, una fogna a cielo aperto. Le criticità - dicono - sono state confermate recentemente anche dall’Istituto zooprofilattico di Teramo con tanto di articoli sulla stampa”. “Rimaniamo in generale allibiti delle modalità di gestione del problema e, anche, della generale mancanza di controlli sul campo. Per questo crediamo che anche i vari uffici della Capitaneria di Porto debbano servegliare attentamente sulle attività e sulle eventuali omissioni da parte dei comuni. Per questo - concludono Forum H2o e Pescara Punto Zero - abbiamo inviato l’esposto anche al Comando Generale a Roma”.