Il giro d’Europa a piedi. Oliver fa tappa a Teramo

 
TERAMO – Più di 60mila chilometri percorsi a piedi negli ultimi sette anni, 6mila città visitate e 2626 giorni di cammino. Basterebbero questi numeri per raccontare l’impresa di Olivier Pieczonka, francese 47enne di origini polacche che nel luglio del 2009 ha deciso di abbandonare tutto e partire alla ricerca di se stesso in giro per l’Europa. Un percorso, fatto rigorosamente a piedi, che lo ha portato da Capo Nord alla Spagna, dai Paesi Balcanici alla Normandia e che giovedì  16 giugno ha fatto tappa anche a Teramo. Più che i numeri, però, ad affascinare è la filosofia che spinge Oliver a marciare ininterrottamente da sette anni, “una specie di dipendenza” come ama dire Olivier. L’avventura ha avuto inizio quando il 47enne ha perso il suo lavoro. Olivier era un educatore scolastico che viveva in una cittadina nei dintorni di Lione. Dopo il licenziamento ha iniziato a riflettere sul senso della sua vita cercando di capire se veramente il denaro e il lavoro sono le uniche cose che contano. Così ha deciso di partire per tornare alle radici dell’umanità. «Prima della civilizzazione eravamo tutti nomadi – racconta Oliver – non avevamo bisogno né di lavoro né di denaro. Ma riuscivamo a sopravvivere con quello che la natura ci offriva. Per buona parte della sua esistenza, quindi, l’umanità è stata in cammino ed io sto cercando di tornare alle nostre origini». Un viaggio che è allo stesso tempo interiore ed esterno, un ritorno all’essenziale che tanto stride con la società moderna, presa dai ritmi sempre più frenetici e che non riesce a stare dietro ai continui balzi in avanti della tecnologia. Oliver ha deciso di vivere il presente, “alla giornata” come direbbe qualcuno forse in maniera superficiale. «Mangio quello che la natura mi offre e cerco ospitalità soprattutto nei conventi e nei luoghi sacri di ogni religione – afferma mostrando con orgoglio il passaporto del pellegrino pieno di timbri – il mio supermercato è la natura e per me non esistono confini e nazioni, ma solo luoghi vecchi e nuovi». Luoghi come Teramo e il santuario di San Gabriele, visitati da Olivier nei giorni scorsi ma anche come il circolo polare artico o la Grecia. Una nazione visitata per tre volte durante tutta la transizione che ha portato al collasso economico. Nei suoi occhi sono passati prima i greci senza pensieri, poi quelli in fila alle banche per cercare di ritirare i propri risparmi e poi tanti cittadini ridotti alla fame. Questa è una delle tante storie che il “viandante europeo” potrebbe persino raccogliere in un libro. Un’idea che, però, non è passata neanche un secondo per la testa di Olivier. Scrivere vorrebbe dire interrompere la sua marcia. E lui ha giurato di continuare a camminare finché sarà in vita. Magari, un giorno, facendo tappa di nuovo a Teramo.  
  • Sebetflo Soan

    bravo olivier!!!