La Città dice basta alla sosta privilegiata

Ogni aumento della sicurezza comporta una perdita di un po’ di libertà. A Teramo i fatti di Parigi si stanno paradossalmente traducendo nella perdita della libertà di parcheggiare su 12 stalli a pagamento lungo via Savini, attualmente gestiti dalla Tercoop. Stalli che se dovesse passare la delibera del sindaco Maurizio Brucchi attesa domani mattina in Consiglio comunale, saranno destinati all’Arma dei Carabinieri per ragioni di sicurezza. Nella delibera non è indicato cosa dovranno farsene i Carabinieri. SI sa solamente, e il sindaco ha tenuto a precisarlo, che quello spazio pubblico prima occupato dalle auto di tutti sarà ceduto in comodato gratuito ai carabinieri. Ma nella maggioranza Brucchi c’è chi ha provato a svelare cosa ci sia dietro la forma di quella delibera: la sostanza è che quegli stalli in un secondo momento potrebbero essere destinati alla sosta dei mezzi autorizzati dai Carabinieri. Il provvedimento ha scatenato un’accesa discussione in sede di Commissione, con un contrarissimo Alfonso “Dodo” Di Sabatino Martina a sostenere la tesi dell’inutilità del provvedimento in chiave sicurezza, ed i consiglieri Franco Fracassa e Pasquale Tiberii che sostengono invece le ragioni dell’Arma, la necessità di garantire maggiore protezione alla caserma, e nel caso di Tiberii, anche la giustificazione del parcheggio destinato ai mezzi privati dei Carabinieri.
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA. Ora – sia chiaro – noi non ce l’abbiamo proprio con i Carabinieri. Tanto meno con qualunque altra forza dell’ordine. Ma non è detto affatto che un provvedimento, seppur caldeggiato e richiesto dalla Benemerita, debba essere accolto senza battere ciglio da un’intera città. In particolare dal suo massimo rappresentante, in questo caso il primo cittadino Maurizio Brucchi.

LA CITTÀ CONTRARIA. “La Città”, da sempre attenta sulla questione parcheggi in centro, non è per niente d’accordo su questa misura, che peraltro s’inserisce in un andazzo che va avanti almeno dal 2003. Sì alla maggiore protezione dell’ingresso della caserma “Raffaele Porrani”. No all’eliminazione di qualsiasi stallo che andrebbe oltre le reali necessità. Proviamo qui a spiegarvi il perché. Il Comitato dell’Ordine Pubblico e della Sicurezza di recente avrebbe rinnovato la richiesta dell’eliminazione degli stalli di via Savini per motivi di sicurezza. Una richiesta avanzata da almeno tre anni dalla Prefettura e che il sindaco Brucchi avrebbe deciso di accogliere solo adesso. Non con un’ordinanza sindacale, bensì con una delibera da votare in Consiglio per cedere l’area in comodato gratuito. Non si tratta di un’ordine della Prefettura, come si vorrebbe far passare, bensì di una richiesta. Anziché ordinare l’immediato sgombero degli stalli necessari per garantire una maggiore libertà d’accesso e di uscita all’ingresso mezzi dei carabinieri, il sindaco propone dunque di liberare una lunga fila di parcheggi oggi utilizzati (a pagamento) da tutti gli automobilisti. Sentite le motivazioni e il dibattito in Consiglio, non possiamo fare a meno di registrare un fatto che continua a caratterizzare l’amministrazione comunale di Maurizio Brucchi di fronte alle richieste (legittime) delle forze dell’ordine in materia di spazi prospicienti gli edifici delle forze dell’ordine. Prefettura, Guardia di Finanza, Polizia: tutte e tre le istituzioni con tempi, modalità e giustificazioni differenti, hanno chiesto ed ottenuto spazi pubblici esterni alle loro aree di pertinenza, poi regolarmente trasformati in parcheggi. Manca solo uno spazio per i Carabinieri.

GUARDIA DI FINANZA. Da quando le Fiamme Gialle si sono trasferite nella ristrutturata caserma Costantini, in coincidenza con il restyling della parte finale dei Tigli, la Finanza ha ottenuto uno spazio importante davanti all’accesso, diventato un parcheggiuo riservato. L’area conta una ventina di posti e per sostare, pena la rimozione, occorre il permesso della Guardia di Finanza. Nonostante la caserma abbia importanti spazi all’interno della cancellata della caserma, il Comune ha concesso in comodato quello spazio per motivi di sicurezza, e il risultato è che sugli stalli bianchi parcheggiano solo le auto dei finanzieri. Non si tratta di auto di pattuglia, auto civetta e auto di servizio (ricoverate all’interno della caserma), bensì di auto private, di chi cioè indossa la divisa e si reca al lavoro. Basta guardare quegli spazi semivuoti nella giornata di sabato. Ma torniamo in centro storico, in via Capuani, ex sede della caserma della Finanza, oggi sede degli alloggi dei finanzieri. Sulla traversa di via Vinciguerra ci sono altre linee gialle riservate, sia alle auto della Polizia che della Guardia di Finanza. Badate bene: anche in questo caso (è scritto nel cartello) non si tratta di spazi riservati esclusivamente alla sosta di mezzi operativi, quelli con lampeggianti e sirene, ma anche di mezzi della Guardia di Finanza, o della Polizia, da loro autorizzati. A parte le occasioni in cui le forze dell’ordine si recano in Prefettura per le riunioni, e dunque sono occupati da mezzi “operativi” delle due forze dell’ordine, normalmente gli stalli della Polizia sono vuoti, mentre quelli della Guardia di Finanza sono occupati da autovetture private. Sempre le stesse.

PREFETTURA. Sosta riservata e sicurezza. La vicina Prefettura sotto questo profilo ha linee di comportamento differenti. Di recente l’edificio è stato reso più sicuro sul lato di via Irelli da una serie di pali dissuasori, un modo da scoraggiare la sosta selvaggia ed evitare pericolosi blocchi nelle ore di punta. Dall’altra parte dell’edificio, e torniamo alla parallela di via Vinciguerra, esiste e sopravvive invece un caso illegittimo mai sanato da Comune e Prefettura: “i parcheggi vip” di cui scrisse La Città, riservati dal Comune con permessi Zona M dopo che la Polizia Municipale di Teramo aveva contestato la sosta riservata ai mezzi della Prefettura. Da qualche anno quegli stalli che prima erano riservati alla Polizia di Stato, tramite una fantasiosa creazione del Comune di Teramo sono stati riservati all’uso esclusivo di alcuni mezzi autorizzati della Prefettura. Un caso unico in città. Si tratta di mezzi privati di dipendenti della Prefettura che parcheggiano di fronte la Prefettura per motivi legati alle loro particolari funzioni. La Polizia Municipale di Teramo, che qualche anno fa provò a chiedere in virtù di quale articolo del Codice della Strada fosse stata concessa tale deroga alla Ztl (come parimenti fecero per i parcheggi riservati ai mezzi della Provincia, o dello stesso Comune) non l’ebbero vinta. A nulla è servito anche un parere esplicito richiesto al Ministero dei Trasporti, che stabilì come tali parcheggi fossero illegittimi perché non contemplati nel Codice della Strada. Quegli stalli continuano ad ospitare la sosta delle auto private di “dipendenti vip” della Prefettura sulla base di una concessione del Comune che va avanti sotto varie forme almeno al 2003.

POLIZIA. Anche la Questura di Teramo ha le sue esigenze di sicurezza. Il precedente Questore insistette molto in Comune per l’eliminazione delle auto in sosta lungo il muraglione di via Alfonso Cipollone. Quattro, cinque stalli e non di più. Anche lì erano esigenze di sicurezza a motivare la necessità di allontanare le auto dall’accesso secondario alla Questura. Il risultato è che su quegli stalli hanno sempre e solo parcheggiato le auto private dei poliziotti. Con i cittadini del quartiere indignati con il Comune per la scomparsa degli unici posti disponibili per parcheggiare liberamente. A quanto pare ora la Polizia è più tollerante: se con il precedente Questore ogni sosta non autorizzata veniva sanzionata, adesso il controllo sembra più blando. Comunque va detto che la Questura apre i cancelli alle auto private di poliziotti e dipendenti della sua amministrazione, avendo predisposto stalli interni alla recinzione, come previsto dalle circolari del Ministero. Un modo per non “pesare” sui parcheggi circostanti.

IL PRINCIPIO. Cos’hanno in comune queste situazioni? A nostro avviso, e con tutto il rispetto per le istituzioni che ne hanno fatto richiesta ottenendo gli spazi CONCESSI dal Comune, si tratta di parcheggi privilegiati. Mentre i parcheggi vip della Prefettura continuano ad esistere nonostante un parere di illegittimità del Ministero dei Trasporti, quelli di Guardia di Finanza e Polizia vengono giustificati con esigenze di sicurezza. Ma in entrambi i casi la sostanza è che sugli spazi su cui prima parcheggiavano tutti, ora continuano a parcheggiare auto private, ma di esponenti delle forze dell’ordine e della sicurezza. Non sono auto di servizio, ma auto di agenti e militari che vanno al lavoro come il resto dei teramani. Adesso non vorremmo che con la delibera di domani relativa a via Savini accadesse la stessa cosa per i Carabinieri, come si è lasciato sfuggire in commissione il consigliere Tiberii nella sua risposta alle provocazioni di Di Sabatino. L’amministrazione Brucchi nel recente passato ha già dovuto cancellare illegittimità non contemplate dal Codice della Strada come i parcheggi riservati ai mezzi comunali in via della Verdura, quelli della Provincia in via Nazario Sauro e per le Poste in via Giannina Milli. In tutte quelle situazioni c’era in Codice della Strada a vietare il privilegio. Per ciò che è stato già fatto per Polizia e Guardia di Finanza (e con tutta probabilità ci si appresta a fare per i Carabinieri), la situazione è leggermente diversa: non si tratta di riservate stalli di sosta su aree pubbliche, ma di concedere direttamente le aree pubbliche da adibire a parcheggio con la giustificazione della sicurezza. E non sta bene. A dirlo è una circolare del Ministero dei Lavori Pubblici, la numero 1525 del 1981, che di fronte ad una serie di casi specifici, tra i quali la controversia per i parcheggi riservati alla Corte Costituzionale Poi aboliti), ha chiarito che “tutti i funzionari ed impiegati senza distinzione di grado, di Enti ed Uffici pubblici in genere, dovranno usufruire per le proprie autovetture private degli spazi pubblici di sosta collettivi, aperti a tutti indistintamente gli utenti della strada”. La circolare è chiara perché ha una motivazione di fondo: per riservare uno spazio dev’esserci una riconosciuta esigenza pubblica, ma lo spazio riservato dev’essere contenuto nei limiti più severi. Perché ogni riserva va contro l’interesse generale e collettivo. Altrimenti potrebbe essere scambiato dalla pubblica opinione come un privilegio ingiustificato.

Alessandro Misson

  • aznavour

    GRATIS ET AMORE DEI
    Gli odiosi parcheggi, in via esclusiva, ai dipendenti dello Stato, con le “stellette ” o senza , forse non agevolano i rapporti di fiducia tra i cittadini e le istituzioni, oltre a mettere in difficoltà chi opera in “centro storico “. Pur riconoscendo il difficile e spinoso compito delle forze dell’ordine , non si può non auspicare una briciola di sobrietà e la rinuncia a tale incomprensibile privilegio; rinuncia che, innegabilmente, farebbe molto bene all’immagine dei “corpi “militari e civili dello Stato.
    “……voleva cambiare il mondo ma, cambiò solo canale! “