TERAMO - I disagi della neve, i blackout, le emergenze idriche e persino le abitazioni sfollate temporaneamente per il rischio idrogeologico sono nulla, in confronto a quanto accaduto a loro. Il maltempo di inizio marzo ha colpito davvero durissimo a Cellino Attanasio, in particolare nella zona di Case Carnevale, dove si trova l’azienda agricola Fattoria Gioia. Neve e smottamenti hanno portato via la strada che collega la masseria a conduzione familiare alla Sp23. E in un colpo solo, la famiglia di Maria Jose e Maurizio Natalii si è ritrovata senza la possibilità di mandare i figli a scuola e senza la possibilità di sostenere l’attività dell’azienda agricola. Tramite un video su youtube Maria Jose ha lanciato il suo appello, accompagnato da una lettera rivolta ad amici, conoscenti, clienti, fornitori, istituzioni. Affinché facciano sentire la loro vicinanza con atti concreti.
Cari Amici, vi chiedo scusa in anticipo di inserirmi in questo modo nella vostra vita quotidiana, che sicuramente è stata anche problematica in questi giorni. Ma visto il rapporto che ci lega a voi, appunto, non soltanto commerciale, ma sopratutto con un’intesa di vedute comune, pensavo di avere l’obbligo di comunicarvi la nostra situazione, per cercare di lottare insieme per evitare la chiusura immediata della nostra attività. Come avrete intuito, siamo stati senza luce, ma abbiamo trovato un generatore; senz’acqua, ma ci siamo arrangiati con dei tubi e un pozzo e tanto risparmio, sia per gli animali che per noi (nel frattempo ci è stato chiesto di sgombrare la masseria per impossibilità di portare l’acqua, e ci è stato detto che se gli animali fossero morti di sete noi saremmo stati risarciti. No comment!). Finalmente, l’acqua è tornata stanotte. Abbiamo paura che il riallacio sia provvisorio (visto il disagio nelle città), e quindi stiamo facendo il formaggio, pulendo il caseificio e facendo scorte. Intanto, vada un sentito ringraziamento ai tecnici del Ruzzo che ricevono tante telefonate e sono veramente pochi e competenti. Ma il problema di base, che ha creato l’emergenza, sussiste: il Ruzzo ha offerto dei camion con l’acqua, la protezione civile si è offerta per portare delle bottiglie, ma la strada (che dalla provinciale porta alla masseria, ndr.) è sparita completamente. L’intervento richiesto è molto impegnativo, il Comune ha tante altre strade franate, ma non completamente bloccate, e non ha né mezzi né capacità tecnica o di personale per pensare solamente a noi, due pazzi che allevano animali e producono cibi sani in un territorio dove il rispetto e la cura dell’ambiente sono concetti troppo lontani. Per favore, se qualcuno può aiutare a sensibilizzare le autorità su questa problematica, dateci una mano. Noi siamo già in difficolta economica dopo: tre anni senza contributi per le coltivazioni biologiche sui terreni, mai nessun contributo per il biologico applicato all’allevamento degli (troppo pochi, ci dicono), l’anno scorso produzione zero di olio (non è previsto nessun risarcimento), produzione zero di miele (non è previsto nessun aiuto), danni ingenti ai terreni per le frane di novembre 2013 (non è previsto nessun aiuto). Adesso noi, e tanti altri agricoltori, abbiamo subìto di nuovo danni enormi alle colture, olivi distrutti, recinti per portare gli animali al pascolo distrutti e sappiamo di poter contare soltanto sulle nostre forze. Siamo disposti a provarci di nuovo, a lottare fino in fondo per portare avanti il nostro modo di vivere, ma non possiamo farcela senza una strada per vendere i formaggi e i capretti. Non possiamo vedere e, per colpa di questa nostra scelta di vita, i nostri figli sono privati dell’istruzione elementare (Marta fa la quinta, Marco la prima, non vanno a scuola da quasi un mese per causa frana, già prima della nevicata). Abbiamo girato un breve filmato fatto domenica, prima del ritorno dell’acqua. Non chiediamo elemosina, vogliamo soltanto poter vendere i nostri prodotti che facciamo con tanto lavoro, cura e passione. Grazie dell’attenzione, e speriamo di potere degustare di nuovo insieme i nostri caprini. Sarà un segno che c’è ancora speranza. Maria Jose, Fattoria Gioia
Il video: https://www.youtube.com/watch?v=qMopu4TPICg
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