Di Nicola, Di Giuseppe e il destino del Teramo

La settimana che verrà sarà ricca di avvenimenti che riguardano direttamente o indirettamente il Teramo. Cominciano le audizioni del Dirty Soccer e che vedono sul banco degli imputati uno dei principali protagonisti, Ercole Di Nicola, ancora ai domiciliari. Palazzi e i suoi collaboratori ascolteranno coloro che desiderano mettere a fuoco la loro posizione e rivendicare la propria innocenza. Un’audizione che ha sì qualche valore, ma che non contribuirà molto a modificare l’accusa. A sentire gli avvocati difensori e gli stessi protagonisti sono tutti innocenti, tanto che la Procura di Catanzaro e gli agenti della Mobile che pure hanno a che fare giornalmente con la ‘ndrangheta sembra abbiano preso un grosso abbaglio. La migliore difesa del resto è quella di dichiararsi innocente anche se ti trovano con una pistola fumante in mano di fronte ad un cadavere in un lago di sangue. A volte bisogna dire che finisce anche bene, se non con un’assoluzione, quanto meno con una condanna più lieve anche se non condivisibile.
Nel calcio la Giustizia non marcia all’unisono con il Codice Penale, ma ha caratteristiche proprie, che spesso portano a condanne certe: questa è una verità ammirata da molti. E le assoluzioni sono pochissime. Palazzi ha rinviato a giudizio il Teramo per responsabilità diretta. È difficile farla franca perché si punta tutto sulle registrazioni e sul materiale che la Procura di Catanzaro ha passato pari pari a quella sportiva. Lì, contro il Teramo, ci sono le voci di Di Nicola e di Di Giuseppe. Le posizioni sono diverse, ma il succo della contestazione è simile. L’avvocato Chiacchio ha già fatto sentire la sua voce e ha mostrato quel cipiglio che solitamente gli procura successi e applausi. Sarà così anche per il Teramo?
L’altro giorno ha posto l’accento sulla mancanza di giocatori corrotti nel Savona, dopo la rinuncia dei due alla combine, indiziati comunque per omessa denuncia. Non basterà a convincere Palazzi a cambiare l’accusa e non basterà sicuramente ai Giudici per modificare un eventuale verdetto che sarebbe comunque di condanna. La carta valida nelle mani dell’avvocato e che potrebbe rappresentare un capovolgimento di fronte, una specie di gol in contropiede, è relativa alla scommessa su quella partita. E c’è una registrazione in tal senso che potrebbe tirar fuori completamente Campitelli da un inciucio nè pensato, nè tanto meno attuato. Che ci siano state scommesse sembra peraltro acclarato dalle giocate non in Italia, ma proprio come affermato in una delle tante registrazioni Di Nicola, all’estero. Dicono in Asia. Se si riuscisse a provare questo, il Teramo potrebbe vedere sicuramente derubricata l’accusa da responsabilità diretta in oggettiva, il che tradotto in soldoni significherebbe solo penalizzazione, ma in serie B. Tutto dipenderà da quella registrazione e da quello che dirà Di Nicola e che potrebbe essere confermato da Di Giuseppe. Sì i destini del Teramo sono nelle loro mani e lo andiamo dicendo da tempo perché questo aspetto di una vicenda che non doveva verificarsi, ma che esiste, dimostra la stupidità dei protagonisti in negativo nella presunta combine. Attenzione però: se per assurdo avesse scommesso anche Campitelli, allora il discorso cambierebbe e nessuno riuscirà a salvare il Teramo. Chi lo conosce non ha dubbi sulla ritrosia del presidente del Teramo che forse non ha neanche mai scommesso personalmente oppure, se l’ha fatto, avrà dato qualche euro in più a qualche ragazzotto, solo per farlo divertire.
Da come sta procedendo Palazzi però, sembra che Campitelli sia addirittura un protagonista consumato del Dirty Soccer e non il Presidente di una società che ha navigato con grande profitto, grazie alla forza della sua squadra in un campionato vinto con 4 punti di vantaggio sulla seconda che non è mai riuscita, tra l’altro a batterlo. L’Ascoli si è fatto anzi recuperare due gol quando la squadra di Vivarini stava pensando più ai festeggiamenti che a quell’ultima, maledetta partita senza valore. Non vorremmo che quella Giustizia Sportiva sulla quale un tempo si affacciavano molti dubbi abbia proseguito per quella strada, condannando anzitempo e senza prestare ascolto a nessuno. Le ultime sentenze dimostrano il contrario, dicono che qualcosa si è mosso anche nello sport. Non farà piacere a tutti, ma non si poteva proseguire con due marce diverse e, forse, contrapposte. Da martedì vedremo di seguire con la massima attenzione soprattutto ciò che riguarda il Teramo.

FEDERICO DE CAROLIS

  • aznavour

    ERA ORA! ERA PROPRIO ORA! MEGLIO TARDI CHE MAI !
    Finalmente una iniziativa sensata, una iniziativa che avrebbe preso un mese fa anche il gatto del ” Bonolis” ,se qualcuno glielo avesse chiesto!
    L’auto sospensione o la sospensione del D. S. , o meglio il suo licenziamento, sarebbe dovuto scattare all’istante, senza il minimo indugio…..un mese fa !
    Solo così si rafforza la estraneità dell’ingenuo Presidente nel ” fattaccio”
    …..meglio tardi che mai!!