ATRI - In queste ultime ore che ci porteranno a scoprire la verità sul futuro del Punto Nascite e dell’intero San Liberatore, si susseguono i comunicati stampa. Dopo le dichiarazioni rilasciate ieri dai Sindaci del Cerrano e Val Fino, anche i coordinatori provvisori di Abruzzo Civico, che nelle scorse elezioni regionali hanno appoggiato la candidatura di Luciano D’Alfonso, ci tengono a dire la loro sul futuro del San Liberatore. «Ancora oggi, come da anni – affermano i coordinatori provvisori di Abruzzo Civico -, l’intera comunità subisce le scelte commissariali che decidono cosa chiudere o ridimensionare, solo ed esclusivamente per meri calcoli ragionieristici, a dispetto di numeri di prestazioni erogate e dell’efficienza dei servizi. Purtroppo sono, e sempre saranno, i cittadini a pagarne le dovute conseguenze. Perché si fa un gran parlare di scelte condivise e poi si decide assolutamente in maniera autonoma? Perché i cittadini non hanno la possibilità di interloquire con chi ricopre oggi delle responsabilità Regionali?». E’ bene ricordare che sabato mattina il Governatore D’Alfonso, forse per precedenti impegni istituzionali, non ha preso parte al dibattito pubblico che si è svolto a conclusione della manifestazione organizzata dal Comitato “Il San Liberatore non si tocca” per salvare il Punto Nascita ducale. «Non può essere accettato – continuano Basilico, Liberatore e Capanna Piscè - che un Governatore Regionale e un Assessore alla Sanità non abbiano trovato, nonostante ripetuti inviti, il tempo di partecipare a consessi civici per illustrare le linee che intendevano seguire per il nostro Ospedale, considerato che lo stesso da anni subisce diverse chiusure di reparti e ridimensionamenti».
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«D’Alfonso e Paolucci non hanno il coraggio di incontrare gli atriani»
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