Accuse sconosciute e speranze in crescita

Il grande giorno si è rivelato piccolo piccolo. Niente di eccezionale, forse un punto in favore di Campitelli e del Teramo. Diciamo un pareggio. La decisione di non rispondere, considerati i fatti contestati di scarso se non inesistente valore penale, stanno pian piano ridimensionando la presunta partecipazione del patron ad un presunto illecito che forse davvero non esiste. Se c’è stato qualcosa, e questo è anche il nostro sospetto, potrebbe non coinvolgere il Presidente, per cui l’Art.1, quello sulla lealtà sportiva non può sicuramente essere scomodato. Se esiste peraltro qualcosa, sempre per quel che riguarda Campitelli, non sembra tale da poter preoccupare un’intera città. L’altro risvolto positivo è rappresentato dall’assoluta assenza del patron a Savona in diverse occasioni. Non esiste, non c’è nessuna prova, anzi c’è la prova contraria perché Campitelli, nelle date che sarebbero state indicate dall’accusa, non solo era Teramo ma è stato visto e sentito, tanto da lasciar credere che chi, eventualmente, ha riferito il fatto agli inquirenti, deve essere caduto in un errore grossolano.
Stiamo girando intorno a un argomento focale, non tanto per quel che riguarda la giustizia penale, ma quella sportiva. Se non esistono prove di coinvolgimento diretto del presidente nella presunta combine che, per noi non è mai esistita, il Teramo disputerà quasi sicuramente il suo primo campionato di Serie B. Se dovessero venir fuori altri colpevoli, tesserati o meno, la questione si risolverebbe non certo in maniera drastica come tutto lasciava pensare quando si cominciò a parlare di uno scandalo sciocco e insulso, forse preparato allo scopo di estorcere quei 30.000 euro, come i 30 denari di Giuda, ad una società che, se non naviga nell’oro, certo ha i suoi bilanci puliti. Perché - lo riperiamo dal primo giorno - proprio non c’era la necessità di aggiustare una partita che non sarebbe servita a granché, neppure in caso di sconfitta. Solo la voglia di festeggiare una settimana prima un successo epocale per Teramo potrebbe essere presa in considerazione. Questo però, sarebbe da sciocchi e sintomatico di una sciocchezza tale da superare persino la più fervida fantasia.
È tutto finito, allora? Non diremmo, perché certi discorsi non puoi tenerli in piedi se non li condisci di “se” e di “ma” che non aiutano a trovare la giusta strada. Solo quando si potranno leggere le accuse e gli atti in mano agli inquirenti potrà esserci un giudizio in qualche modo valido e certo, non prevaricatore, di quello che decideranno Palazzi e i suoi. E di come saranno accolte dal Collegio Giudicante le richieste dell’accusa sportiva. In questo momento possiamo solo prendere atto delle parole di Campitelli, meglio sarebbe dire del suo silenzio e di quello degli inquirenti che non mostrano le carte che hanno in mano, e sulla base delle quali hanno deciso di sentire il Presidente Campitelli e il ds Di Giuseppe, recapitando loro un avviso di garanzia.
Sembra che si stia parlando per il solo gusto di riempire qualche pagina di giornale, il che non è nella maniera più assoluta. Pensando se non altro ai tifosi del Teramo, ma soprattutto a quei ragazzi capaci di vincere un campionato sudando insieme al loro allenatore Vincenzo Vivarini, tra i più preparati del calcio italiano. L’accusa ha già comportato in qualche modo uno svilimento della loro impresa, senza tuttavia intaccarla nei suoi valori eccelsi e destinati a rimanere tali. Non si ha l’attacco più prolifico del campionato, la difesa più forte, soprattutto non si mettono insieme 24 risultati utili consecutivi che è un record ormai scritto nella storia, così, solo per caso. Una bella storia, quella del Teramo, che sì, la giustizia sportiva potrebbe anche cambiare, ma solo se potrà contare almeno su piccole deviazioni, non certo perpetrate dal massimo dirigente dei Diavoli. Se non ci sono neppure quelle, se Campitelli è completamente estraneo alla vicenda, i rischi sono davvero minimi.
Meglio pensare quindi ad un futuro in B piuttosto che a quel presunto dramma che sarebbe nascosto nelle carte di un’inchiesta di cui si parla tutti i giorni e tutti i giorni si tira fuori più o meno una qualche novità, mai corroborata da riscontri. E noi, pur nella strenua difesa di una conquista entusiasmante del Teramo, preferiamo attenerci a una realtà che non sia smentita. Anche perché sono in molti a voler intingere il proprio pane in un sugo ottimo, preparato con certosina pazienza e attenzione sin dalle prime partite del campionato e che non si può svendere adesso che il piatto sta per essere servito. Non potranno assidersi altri alla mensa di serie B preparata, voluta e ottenuta dal Teramo di Campitelli. Neppure con le sottili accuse, condite solo di chiacchiere carnascialesche di cui, comunque, difficilmente potrà godere chi tanto si sta sbracciando in un tentativo subdolo e persino antisportivo.

FEDERICO DE CAROLIS

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  • Enzo D’ignazio

    mi sembra essere quella di De Carolis, una analisi giusta, attendile e corretta quella relativa allo stato delle cose

    sulle future speranze del Teramo di restare in serie B!