CASTELLI – Stop definitivo alla centrale a biomasse di Castelli. Un impianto che sarebbe dovuto sorgere nella frazione di Corazzano e che, da ieri, rimarrà solo sulla carta. Il consiglio comunale del borgo montano, infatti, nella seduta di ieri mattina ha deciso di revocare le delibere, emesse il 22 aprile dello scorso anno, che affidavano la concessione dei terreni alla Coan Ekoenergy di Castellalto per la creazione di un impianto per la produzione di energia elettrica attraverso le biomasse. Una centrale che avrebbe dovuto bruciare cippato legnoso (scaglie residuo del taglio della legna) per produrre elettricità. Una scelta, quella dell’assise civica, che ora dovrà essere messa in pratica dagli uffici tecnici e che arriva dopo il parere negativo della Regione Abruzzo, depositato in municipio alla fine di gennaio. Un documento che ribadisce come i vincoli già posti dalla Provincia di Teramo siano insuperabili e che, quindi, l’impianto da 0,5 megawatt non può essere realizzato nella zona agricola al confine tra Isola del Gran Sasso, Colledara, Castel Castagna e Castelli. Un’importante vittoria per il comitato intercomunale “Terra nostra” che, fin dal primo momento, si è battuto contro la realizzazione dell’opera e che, proprio alla vigilia dell’ultimo consiglio comunale, ha protocollato una petizione di oltre 800 firme raccolte tra i cittadini contrari alla realizzazione dell’impianto. Erano state le forze di opposizione, in seguito all’arrivo del parere negativo, a chiedere la convocazione del consiglio straordinario affinché venissero subito revocate le delibere precedenti. Consiglio che, dopo la prima convocazione di mercoledì mattina, saltata per mancanza di numero legale, ha deliberato ieri lo stop definitivo al contestatissimo impianto.
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