Scuola esplosa, indagati altri tre tecnici

TERAMO – Sale a quattro il numero degli indagati nell’inchiesta sull’esplosione della scuola di Piano d’Accio. Dopo il primo avviso di garanzia notificato ad inizio aprile ad un tecnico della Cpl Concordia (la società che cura la manutenzione e la sicurezza dell’edificio), tre notifiche simili sono state recapitate ad altrettanti responsabili e tecnici della stessa società. Persone che, stando ai rilievi investigativi, hanno redatto e firmato il documento di valutazione dei rischi della scuola. Si tratta di un atto previsto dalla legge in materia di sicurezza ed acquisito dalla Procura insieme ad una sostanziosa mole di documenti già all’indomani del disastro. Un disastro che, per pura coincidenza, non si è macchiato di sangue. Il tre ottobre scorso, infatti, quando la scuola è esplosa a metà pomeriggio, alunni e insegnanti erano usciti da poco. Tutti salvi. Un miracolo. La sera stessa dell’esplosione, il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, dopo il sopralluogo, ha aperto il fascicolo di inchiesta per far luce sulle cause dell’incidente. Disastro colposo: questa l’ipotesi di reato formulata sin da subito e sulla quale la magistratura ha lavorato con ritmi serrati avvalendosi della collaborazione di esperti e periti che hanno dato un prezioso contributo alle indagini. Tanto prezioso da aver reso possibile la ricostruzione dei fatti. Almeno per gli inquirenti.

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