Scuola esplosa, c’è un indagato

TERAMO – A sei mesi dall’esplosione della scuola di Piano d’Accio arriva il primo indagato. Si tratta di un tecnico, un responsabile della manutenzione e sicurezza dell’edificio. Disastro colposo: questa l’ipotesi di reato per la quale la Procura di Teramo procede nei suoi confronti. E non solo nei suoi. Infatti sono in arrivo, a strettissimo giro, nuovi nomi da iscrivere nel registro degli indagati. Persone che, a vario titolo, non avrebbero agito in modo corretto sul fronte della sicurezza contribuendo così, in modo colposo e non certo doloso, al disastro. Omissioni, imperizie, negligenze che potevano uccidere se il botto si fosse verificato un’ora prima, quando l’edificio ospitava ancora maestre e alunni. Una tragedia evitata, ma comunque un episodio gravissimo sul quale il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, titolare dell’inchiesta, sta provando a far chiarezza. E’ logico che qualcuno dovrà rispondere per l’esplosione della scuola le cui cause oramai appaiono delineate con una certa precisione. Al momento c’è un solo indagato, ma non resterà solo a lungo. La Procura avrebbe già individuato gli altri nominativi da indagare. Tra questi non ci sarebbero né amministratori né tecnici del Comune di Teramo. Le indagini, ora ad un punto di svolta, proseguono nel massimo riserbo.

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