TERAMO - La storia infinita di un disagio che sembrava potesse dirsi archiviato tra gli incubi ma anche di una “doppia dimenticanza” che imbarazza: incredibilmente, oramai a più di una settimana dall’emergenza che ha penalizzato la Pasqua e dintorni dei teramani, la questione gas consegna una sua coda di criticità. Stavolta a pagare lo scotto sono state però le scuole, alle prese con il rientro dopo la lunga parentesi di vacanze. Nello specifico, il disagio ha colpito proprio i bambini più piccoli, quelli iscritti ai nidi ed alle scuole materne del territorio comunale. Ieri mattina, dunque, strascico di difficoltà in una trentina di plessi che, alla riapertura, si sono ritrovati senza erogazione di gas. Un problema niente affatto trascurabile, e non tanto in termini di riscaldamento considerate stagione e temperature e neppure per l’indisponibilità di acqua calda, quanto per la difficoltà oggettiva di poter servire ai piccoli il pranzo, come il servizio di refezione prevede in 28 scuole comunali. E l’emergenza ha avuto l’effetto di un fulmine a ciel sereno anche per l’amministrazione comunale che, solo a metà mattina, ha dovuto prendere atto dell’imbarazzante inconveniente, con tutte le perplessità e riflessioni del caso. Ad ogni buon conto un “lieto fine”, si fa per dire, per i più piccoli c’è stato perché a mezzogiorno l’intervento dei tecnici, che era stato sollecitato com’è prevedibile con la massima urgenza, ha prodotto i suoi effetti consentendo il ripristino dell’erogazione del gas metano in buona parte dei plessi, cioè circa i due terzi.
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Materne e asili nido senza gas
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