TERAMO - Adesso è arrivato il loro momento. Quello degli apparentamenti. O se, preferiamo, delle alleanze da stringere e tessere, ora che quel condor chiamato ballottaggio che ha continuato a volare basso su Palazzo di città in questi giorni si è materializzato ed impone di tratteggiare stretto giro di posta chi sta con chi. Primo identikit che ne viene fuori: un “tutti contro Brucchi” condizionato però as aperture programmatiche serie, intelligenti, inclusive. Berardo Rabbuffo. «Sto facendo le valutazioni del caso: ho già avuto dei contatti mentre non si è fatto sentire Brucchi, evidentemente convinta da una logica da asso pigliatutto. Decideremo comunque a strettissimo giro di posta anche perché, come detta la legge, gli apparentamenti possono essere fatti solo nella prima settimana. Personalmente credo di aver comunque centrato il mio obiettivo che era quello che si arrivasse al ballottaggio e si aprisse così, ai teramani al voto, una riflessione seria e non si sentissero imbrigliati nel solito voto amicale o parentale, privilegiando stavolta quello politico. E, se vogliamo - ironizza, ma non troppo, Rabbuffo - rivendico la mia vittoria in queste elezioni in cui Brucchi ha incassato una sconfitta politica comunque la si voglia quantizzare, Manola non ha vinto, così come non ha vinto neppure Pomante. Con il ballottaggio si riparte da zero, e la squadra che potrebbe catalizzarsi contro Brucchi si profila giovane e accattivante».
Fabio Berardini. La parola “apparentamenti” in linea teorica dovrebbe far accapponare la pelle allo stereotipo del Movimento letto in ‘un’ottica riduttiva. Ma così potrebbe non essere. E’ di queste ore, infatti, un’assemblea per confrontarsi sul tema. Il che autorizzerebbe ad ipotizzare quanto meno un atteggiamento di non chiusura e, quindi, una partecipazione attiva all’operazione ballottaggio. Tra i due competitor, però, le affinità elettive si declinano più con le linee programmatiche dell’avvocato Di Pasquale che con quelle del sindaco uscente: in fondo alcuni punti nel programma del candidato espre,sso dal Pd si possono rintracciare come il tema della gestione dei rifiuti o l’apertura alle politiche mirate alle energie rinnovabili. La parola, dunque, passa all’assemblea.
Graziella Cordone. Anche per Graziella Cordone si registra apertura al coinvolgimento che possa arrivare da Manola. Come dire che la volontà di incidere c’è tutta e ci lavorerà nelle prossime ora perché si è preferito archiviare giudiziosamente prima le fibrillazioni che afferivano a verbali, anomalie, correzioni. Ora si aprirà a quel confronto concreto e costruttivo che comunque è già calendarizzato.
Gianluca Pomante. Che gli” arancioni” di Pomante abbiano lanciato da subito, già in fase di comizio finale, un segnale di apertura al dialogo con la Cordone è un dato oggettivo che adesso lo stesso Pomante integra con una lettura più attenta ed articolata. Il tutto nel segno del bene comune, una volta archiviate le competizioni da campagna elettorale. Un argomento, questo “quale ballottaggio?” a cui Pomante era stato il primo a dedicare le attenzioni del caso, aprendo il dibattito sul suo profilo Fb. Stella polare, il fatto che sussista un’evidente “incompatibilità” con Brucchi ed il suo programma elettorale, mentre spunti assimilabili a quelli contenuti nel programma della Di Pasquale ci sono. Toccherà a Manola, in pratica, adesso, indicare come vorrà impegnarsi su questi fronti. Se intenderà ad esempio, è la sottolineatura di Pomante, istituire un consorzio piuttosto che un tavolo di lavoro al quale sedersi, oppure individuare proprio nel Movimento arancione, il vice sindaco o quella figura di assessore che racchiuda l’auspicata matrioska di deleghe funzionale non solo alle leggi della spending review quanto alla consapevolezza che questi settori non possano continuare ad affidarsi ad una programmazione a compartimento stagno. «Per il bene di Teramo noi siamo pronti a lavorare insieme a Manola», sigla Pomante.
Giorgio Giannella. L’aspettativa, spiega Giannella, è che Manola Di Pasquale costruisca un ragionamento politico, quel ragionamento che se ci fosse stato prima avrebbe consentito quella sintesi il cui sonno ha generato, non mostri, ma candidati sindaci a gogò. Dunque «chi ha più intelligenza lo dimostri», è la bottiglia lanciata nel mare magnum del ballottaggio, e il classico passo indietro praticato da ognuno nel nome del bene comune, con la pragmaticità che impone la Ragion di Stato, potrebbe essere la chiave di volta. Come dire un pensiero politico che inconfutabilmente c’è e occorrerà sforzarsi di portare nell’amministrare.
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Commenti
Federico
Pensa te come stiamo messi male…
NELLA
Perchè con l’accozzaglia messa su brucchi siamo messi meglio? Grandi teramani come te sono un esempio per tutti in particolare quando la nazione va da un’altra parte con il più grande partito progressista d’europa.. pensa te
antonio
La partita si fa interessante e il risultato incerto. La posta in palio è l’amministrazione della nostra città per i prossimi 5 anni. Finalmente si discute e si decide su quello che potrà essere in futuro. Potrebbe nascere un programma unitario, arricchito dai contributi di tutti. Insieme, per costruire un’alternativa al già visto degli ultimi 5 anni. Se non prevale il sadomasochismo, i tempi supplementari si annunciano avvincenti.
aznavour
PRIMA DI APPARENTARSI sarebbe giusto pretendere di conoscere, subito, i nomi degli assessori . Forse gli elettori avrebbero il diritto di sapere anticipatamente! O no?
par condicio
Aznavour, chi saranno gli assessori del centrodestra? Gli elettori in questo caso non avrebbero il diritto di essere informati anticipatamente?