Consiglio meteoropatico come da copione

Un Consiglio meteoropatico, il question time di ieri a Palazzo, per usare la caustica definizione mutuata dal capogruppo consiliare di “Futuro In”, Giambattista Quintiliani. Dunque tutto come da copione: a tenere banco nelle interrogazioni è la sequenza di emergenze a cui i teramani hanno fatto abbondantemente il callo in questi giorni, dalla neve ai rubinetti a secco passando per gli effetti, in alcuni casi drammatici, del blackout. “Repetita” però non sempre “iuvant”, soprattutto a fronte dell’obiettivo dell’opposizione di incollare quante più figurine possibili sull’album di una maggioranza che la neve avrebbe tanato sul piano dell’efficienza. Il risultato, in linea di massima, una summa, o meglio un Bignami, riepilogativo di quello che è successo in questa settimana difficile. Tutto già detto e tutto già letto.

 

È il consigliere di “Futuro In”, Franco Fracassa, a dare una risposta per tutti alle opposizioni sul tris delle emergenze, servendo un assist alle riflessioni del caso. A cominciare dalla forza lavoro Enel attiva sul territorio: 11 operai (il più giovane 53 anni) e 15 amministrativi ed è detto tutto. Alza l’attenzione sul caso di Villa Gesso, ultima tra gli ultimi, tutt’oggi ancora senza acqua e senza luce ed il primo piano va ad una persona che respira grazie ad un polmone artificiale: il blackout lo ha costretto ad un ricovero al “Mazzini”, l’attivazione di un generatore di corrente ha consentito la dimissione ma quanto il generatore va in panne… Beh, allora tutto si complica di nuovo in un dramma infinito. Per Fracassa, dunque, altro che emergenza finita: non se ne vede la fine. E l’esempio portato è quello di Monza che conta appena 3 chilometri di tralicci, tutto il resto è invece interrato, cosa che i proprietari dei terreni dimostrano in genere di amare assai poco. Visto che buona parte dei tralicci non potrà essere recuperata, il suggerimento è stavolta di procedere, sì, ex novo, ma in modo sotterraneo. Ed il consigliere prova a anche a suggerire al sindaco Maurizio Brucchi di chiedere una riduzione delle tariffe all’Enel, a fronte di servizi ridotti, cosa sulla quale però il primo cittadino chiarisce subito come la strada non sia percorribile. Fracassa ne ha però anche per il Ruzzo a proposito del quale teme non poco gli effetti del Bilancio partecipato che farà luce sui debiti della società, con i suoi esuberi e la dispersione che penalizza condotte e tasche dei cittadini, e soprattutto con quella nebulosa che è la consistenza dei debiti maturati verso il Comune. Il primo piano, a quel punto, Brucchi lo consegna all’Ato commissariato da 7 anni e che costa ai teramani ogni anno a consuntivo 380 mila euro, a preventivo 700mila euro. Basta con il commissariamento, è la dura presa di posizione, i sindaci sono pronti a gestirlo. Anche perché l’Ato ha debiti con il Comune per 5 milioni di euro.

 

 

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