Bloccate le riprese e le foto, in Consiglio interviene la polizia

TERAMO - Fuori le telecamere dalla sala consiliare. E fuori pure le macchine fotografiche. E’ così che riprese televisive autorizzate da contratto stipulato, riprese televisive da montare per un servizio, diretta streaming grillina e perfino gli “innocui” scatti fotografici finiscono in un caos interpretativo che ha del grottesco, agitano il Consiglio comunale e costringono la Polizia ad intervenire a palazzo. E’ stata una seduta di question time molto movimentata, e che ha scatenato reazioni durissime da parte del “pianeta” dell’informazione cittadina, quella che si è consumata ieri. Tutto nasce dal cellulare di una cittadina simpatizzante del Movimento5 Stelle che, interessata a seguire i lavori, riprende la seduta. Era già successo in passato ed anche in quel caso si era accesa la discussione ma a fare la differenza, ieri, c’era l’ esordio in Giunta del nuovo segretario generale del Comune, la dottoressa Patrizia Scaramazza. Che, là dove il suo predecessore Sergio Iezzi aveva avuto un approccio, sempre confuso ma nel suo stile più conciliante, decide invece di far intervenire l’agente di Polizia municipale presente in sala consiliare per “stoppare” le riprese. Non ci sta il “pubblico grillino” che pratica l’avanti tutta nel continuare a filmare, e si scatena la reazione del Movimento che davanti all’impasse sembra ricompattarsi, perché sulla “ripresa libera” si trovano d’accordo sia il consigliere Fabio Berardini, (già redarguito nella precedente seduta) che l’altra faccia del Movimento, Claudio Della Figliola. Ed è proprio dai loro cellulari che parte la richiesta di intervento della Polizia. Il nocciolo della questione è sempre lo stesso: ci troviamo in un’assise pubblica, è il mantra grillino, ed il Regolamento dell’Ente non vieta le riprese. Lungo dialogo, e mediazione, con i due poliziotti intervenuti che si consuma fuori dall’aula, ma è quando si rientra in aula che si verifica l’atto secondo del “pasticciaccio” perché stavolta ad essere invitato ad uscire dalla sala consiliare con la sua telecamera è l’operatore dell’emittente marchigiana VeraTv. E qui che scatta infatti la confusione totale, intollerabile, sulla natura delle riprese televisive.

 

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Commenti

  1. aznavour

    I PALADINI DELLA LIBERTA’ DI VIDEOREGISTRARE! Riprese video senza autorizzazione o all’insaputa dei componenti del consiglio, magari quando si discutono dati sensibili ( nomi, malattie, lettere,avvisi di garanzia),sono illegittime - forse è proprio questo che volevano registrare, i dati sensibili - ………..ma quale democrazia!
    Se ognuno pretende di fare quello che gli pare, alla fine, prevarrà la legge del più forte, la legge della giungla e, quindi, la distruzione della democrazia.
    Ma è mai possibile che nelle loro teste non ci sia nulla di più interessante da escogitare? Queste personcine o sono in malafede oppure in assoluta assenza di fede….com’è triste Venezia

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  2. Valter

    Il Consiglio Comunale è aperto al pubblico ed anche in base al D. Lgs. 33/2013 (accesso agli atti) il cittadino può richiedere copia della sua verbalizzazione. Il signor Aznavour pretende che non si possa registrare in quanto secondo lui si viola la privacy. Non ha mai partecipato ad un Consiglio Comunale allora!! Quando viene risposto ad una interrogazione su di un qualunque argomento si fanno nomi e cognomi, quindi mi spiega che privacy ritiene violata nella ripresa? Le smorfie che fanno i vari Consiglieri od i loro sbadigli?

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  3. aznavour

    Odio dover dire:
    ” forse non mi sono spiegato bene ”
    Quando in realtà penso:
    ” com’è che non capisce un cazzo ”
    ……..scusate ma oggi sono come il tempo nuvoloso, per niente soleggiate!

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