Zona rossa estesa ad altri cinque comuni

  - Di Redazione

Marsilio include anche Penne, Montebello di Bertona, Civitella Casanova, Farindola e Picciano

L’AQUILA – Estesa la zona rossa in Abruzzo per l’emergenza coronavirus. Ai comuni in cui già sono in vigore maggiori restrizioni – Castiglione Messer Raimondo, Casti- lenti, Arsita, Bisenti, Montefino, nella Val Fino, ed Elice, nel Pesca- rese -si aggiunge l’area vestina, nel Pescarese, e in particolare i comuni di Penne, Montebello di Bertona, Civitella Casanova, Farindola e Picciano. Lo ha annunciato il go- vernatore Marco Marsilio, sottolineando che l’ordinanza verrà firmata a breve e sarà in vigore im- mediatamente. Il presidente di Regione afferma che il nuovo provvedimento «serve a perimetrare l’area metropolitana pescarese rispetto all’area vestina». Evidenziando che le Asl, cui è stato chiesto un monitoraggio costante, hanno «individuato una curva crescente di contagi e pericolosità nel- l’area vestina», il governatore sottolinea che «si è creato un focolaio complesso» in quella zona, che ha «contatti molto stretti con la costa. Questa riperimetrazione – conclude -serve a limitare ulteriormente il contagio»

I TAMPONI. A proposito del- l’emergenza tamponi Marsilio ha spiegato che «Nei prossimi giorni avremo dei kit veloci che consentiranno di fare i tamponi, quelli veri, molecolari. Potremo fare i test più rapidamente e con un maggior quantitativo di macchinari. Inoltre, stiamo negoziando l’acquisto di un macchinario importante, è una trattativa molto delicata che spero si possa portare a termine: potrebbe consentirci, tra una settimana, dieci giorni, di disporre di un macchina- rio che arriva dagli Usa capace di fare migliaia e migliaia di tamponi alla settimana, aggiuntivi rispetto alle nostre capacità attuali. Il presi- dente di Regione ha aggiunto che «questo consentirebbe di affrontare con più velocità il momento della diagnosi e di poter cominciare ad allargare il cerchio delle categorie a cui fare il test». Nel corso della conferenza il coordinatore del- l’Unità di crisi sanitaria della Regione Abruzzo, Alberto Albani, ha annunciato poi che «da oggi il laboratorio della Asl di Pescara dovrebbe partire con i tamponi rapidi. Questo – osserva – potrà dare risposte importanti per combattere questa malattia a livello territoriale. Il blocco della pandemia, infatti, avviene a livello territoriale».

IL PARTO COVID-19. «Oggi per la prima – ha aggiunto Albani – volta abbiamo avuto una gravidanza Covid-19 positiva andata a termina. La signora ha partorito tranquillamente all’ospedale di Pescara, nella sala parto dedicata al Covid. Sia la mamma sia la bimba stanno bene. A loro vanno i nostri auguri. Questo conferma che siamo pronti ad ogni evenienza proprio perché ci siamo preparati in tempo di pace, quando ancora non c’era nulla».

IL FARMACO SPERIMENTALE. La Clinica di Malattie infettive del- l’ospedale di Chieti, di cui è responsabile Jacopo Vecchiet, da oggi ha ricevuto la disponibilità del Remdesivir, il farmaco sperimentale che potrebbe dare risultati nella cura delle persone positive al Coronavirus che presentano un quadro clinico più complesso. E ha trattato il primo paziente, che si trova attualmente nella Terapia in- tensiva teatina, reparto di cui è responsabile Salvatore Maurizio Maggiore. La Terapia intensiva che nelle ultime ore ha visto aumentare il numero dei pazienti gestiti dall’équipe di Rianimazione: in media al “SS. Annunziata” i ricoveri per sospetto Coronavirus sono circa 40 al giorno, gestiti nei reparti dedicati e attrezzati grazie alla riorganizzazione di tutte le attività del presi- dio, quasi interamente ridisegnato per fare fronte all’emergenza al meglio delle proprie possibilità. Un surplus di lavoro per l’ospedale tea- tino indicato come Hub nel trattamento dei casi di Coronavirus, dove attualmente sono ricoverate 119 persone. «Quanto al nuovo farmaco, arrivato da poco in Italia, apre alla speranza di avere un’opzione terapeutica più efficace nel trattamento dei casi più gravi di infezione da Nuovo Coronavirus – si legge in una nota – Rimane la difficoltà di condurre una sperimentazione in questo momento di emergenza, nel quale la sfida principale è avere disponibilità di posti letto per curare al meglio i pazienti»