Teramo, la proposta grillina: “Una pista ciclabile coi soldi della funivia”

  - Di Veronica Marcattili

TERAMO -“Utilizzare i fondi del Masterplan che avrebbero dovuto essere destinati alla costruzione della funivia diretta a collegare il quartiere di Colleparco con il centro città, per realizzare una pista ciclabile che congiunga Teramo a Giulianova”. Questa è la proposta del Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Riccardo Mercante, che ha aggiunto: “Dopo la bocciatura del progetto sulla funicolare da parte del Consiglio comunale teramano, bocciatura che ritengo pienamente condivisibile considerato il rapporto costi-benefici che tale opera avrebbe comportato per il capoluogo di provincia, bisogna porre la massima attenzione nell’individuare soluzioni alternative che possano arrecare i maggiori benefici possibili per il nostro territorio. In quest’ottica, trattandosi di fondi vincolati ai settori mobilità e trasporti, un’ottima soluzione, è quella, già prospettata ma inspiegabilmente non condivisa dall’Amministrazione provinciale, di realizzare, finalmente, una pista ciclabile che colleghi Teramo alla costa”.

“Un’opera del genere – sottolinea Mercante – permetterebbe, infatti, di congiungere Teramo al mare ed alla ciclovia adriatica in fase di realizzazione tramite il progetto bike to coast, consentendo di superare l’isolamento delle aree interne e di implementare una mobilità sostenibile che possa rappresentare, con tutti i vantaggi che ne conseguono, una valida alternativa alla mobilità su ferro o su gomma. In questo modo si potrebbe creare un vasto tracciato che, aumenterebbe l’attrattività turistica della provincia teramana equiparandola alle città del nord dove tali opere sono diffuse ed ampiamente utilizzate”.

“Se si vuole davvero dare nuovo slancio ed impulso al nostro territorio – ha concluso il Capogruppo del M5S – occorre mettere in campo progetti di ampio respiro che permettano di guardare al futuro senza vanificare l’opportunità che ci viene offerta dal Masterplan con proposte irrealizzabili che nulla hanno a che fare con le finalità dei fondi, ma anzi, investendo in opere che possano consentire, come suggerisce la Comunità europea, un cambiamento di paradigma nelle politiche dei trasporti garantendo, contemporaneamente, al turismo ed all’economia abruzzese di ripartire”.