Santoleri, scena muta davanti al gip

  - Di Veronica Marcattili

TERAMO – Hanno scelto di non rispondere alle domande del gip avvalendosi della facoltà di non rispondere. Scena muta stamattina in carcere per Simone e Giuseppe Santoleri, figlio ed ex marito di Renata Rapposelli, la pittrice scomparsa da Giulianova il 9 ottobre scorso e trovata morta un mese dopo a Tolentino (Macerata). I due sono accusati di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Martedì mattina sono stati raggiunti dalla misura cautelare in carcere firmata dal gip di Ancona che, contestualmente, ha disposto l’invio degli atti alla Procura di Teramo per competenza territoriale. L’ordinanza è figlia dei gravi indizi di reato contro i Santoleri, della loro pericolosità criminali e del pericolo di inquinamento delle prove: questo scrivono i magistrati. I due erano finiti nel registro degli indagati a novembre, pochi giorni prima che il corpo della pittrice, uccisa secondo la Procura per ragioni di soldi, venisse trovato sulle rive del Chienti. Oggi padre e figlio, assistiti dagli avvocati Gianluca Reitano, Gianluca Carradori e Alessandro Angelozzi, sono comparsi davanti al gip ma – proprio su consiglio dei difensori che aspettano di studiare meglio l’ordinanza di custodia – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.