«Pronti alla protesta in strada contro i cattivi odori»

  - Di Redazione

ANTONIO LATTANZI SI FA PORTAVOCE DEL MALESSERE SEMPRE PIÙ DIFFUSO TRA LA POPOLAZIONE


MARTINSICURO – Una situazione insostenibile, che penalizza non solo i cittadini ma anche il comparto economico di una città votata al commercio e al turismo. Non usa giri di parole Antonio Lattanzi, coordinatore provinciale di Autonimi e Partite Iva nel suo intervento contro i cattivi odori provocati dall’uso di fertilizzanti per concimare dei terreni utilizzati dai vivai e per altre coltivazioni. «Come cittadino di Martinsicuro, come commerciante e come coordinatore provinciale di Autonomi e Partite Iva grido basta – dice Lattanzi -Basta con questa puzza che siamo costretti a respirare ogni giorno e più volte al giorno da qualche anno a questa parte. Costringere migliaia e migliaia di cittadini a convivere con certi olezzi non credo proprio che sia consentito dalla legge. Oltre al notevole fastidio che subiscono i cittadini che in questo periodo escono di casa è impossibile anche stare in giardino o sui balconi della propria abitazione, magari a cenare. Ma il danno è anche per l’economia locale poiché molti turisti hanno preferito non tornare dalle nostre parti per questo motivo ed altri,sicuramente,faranno la stessa cosa tra l’altro in questo periodo drammatico per la nostra economia e la sopravvivenza di chi lavora con i turisti. Ho letto di molte persone che hanno messo in vendita il proprio appartamento perché non ce la fanno più a respirare un’aria del genere e questo problema riguarda diversi comuni del versante teramano ma anche quello ascolano. Spero che si metta la parola fine a questa situazione altrimenti non esiterò a chiamare a raccolta tutti i cittadini esausti e manifestare in modo deciso contro certe scelte – conclude Lattanzi- So bene che i sindaci coinvolti stanno alzando la voce e per questo li ringrazio ma, ripeto, se questo non basta arriveremo noi cittadini, noi commercianti, noi operatori turistici a gridare basta.Rispetto tutti gli imprenditori perché conosco bene i loro problemi e le loro necessità ma il denaro non può costringere migliaia di persone a stare tappate in casa».