Mosciano. Fuggito dopo l’incidente: pirata della strada a processo

  - Di Veronica Marcattili

MOSCIANO SANT’ANGELO – Si è aperto ieri mattina davanti al giudice del Tribunale di Teramo Enrico Pompei il processo per P.C., impiegato moscianese di 37 anni, che nell’aprile del 2017 ha investito con la sua auto una donna fuggendo senza prestare aiuto. L’uomo, il cui avvocato ieri ha chiesto la messa in prova, è accusato di lesioni gravissime e omissione di soccorso. L’incidente si era verificato lungo via della Pace, nel centro abitato di Mosciano Sant’Angelo. L’impiegato, attorno all’ora di cena, era alla guida della sua Bmw quando ha centrato una 51enne appena scesa dalla propria auto. L’impatto era stato molto violento e la poveretta era stata sbalzata per diversi metri. L’investitore, in preda allo shock e alla paura, si era subito allontanato senza prestare aiuto o chiamare i soccorsi.

La donna ferita era stata trasportata d’urgenza in ospedale, in condizioni molto critiche e dove è rimasta per diverse settimane. La Polizia stradale, intervenuta sul luogo dell’incidente, aveva subito avviato le ricerche del pirata della strada. Poche ore dopo, prima che gli agenti lo identificassero, il 37enne si era presentato spontaneamente in caserma evitando così l’arresto. Aveva ammesso di aver avuto paura per quanto accaduto e di non aver visto la donna sul ciglio della strada anche a causa della pessima illuminazione pubblica del tratto.

Al termine delle indagini della Procura volte a ricostruire la dinamica dell’accaduto, il pm Bruno Auriemma ha firmato un decreto di citazione a giudizio mandando a processo il 37enne. La vittima, assistita dagli avvocati Giuseppina Di Massimo e Gianni Falconi, si è costituita parte civile nel processo penale solo per il reato di omissione di soccorso mentre per quanto riguarda il fronte del risarcimento per le lesioni i legali tenteranno una conciliazione o in seconda battuta un giudizio civile. Di certo chiederanno un risarcimento economico rilevante, di circa di un milione di euro, tenuto conto delle gravissime conseguenze subite dalla donna: è rimasta invalida, si muove solo grazie ad una sedia a rotelle ed ha riportato seri traumi neurologici. Il processo penale è stato aggiornato a gennaio.