Manifesti fascisti ad Alba Adriatica. Insorge l’Anpi

  - Di Veronica Marcattili

ALBA ADRIATICA – “…Democrazia Corporativa è la tesi che proponiamo per ridare vitalità al putrescente sistema partitocratico italiano. La democrazia, interpretata così in termini moderni dall’incontro fra fascismo e libertà si compendia nel rispetto e nella salvaguardia delle libertà di stampa, di associazione e religione, nonché in tre grandi realizzazioni: la Repubblica presidenziale come previsto dalla Costituzione della RSI, un Parlamento di rappresentanza corporativa, la socializzazione. Questo è il fascismo. Queste sono le tesi che portiamo avanti”: è un passaggio di quanto contenuto all’interno di alcuni manifesti apparsi negli ultimi giorni ad Alba Adriatica e che hanno fatto insorgere l’Anpi di Teramo, l’associazione dei partigiani che ha divulgato una dura nota per contestare la propaganda chiaramente fascista apparsa sui muri della cittadina costiera. I manifesti sono a firma di “Fascismo e Libertà Partito Socialista Nazionale” e per l’Anpi il loro contenuto è estremamente grave e farneticante.

“Un documento farneticante, di una gravità inaudita, che offende la coscienza democratica di Teramo e dell’intera provincia, Medaglia d’Oro della Resistenza e teatro della Battaglia di Bosco Martese, primo scontro in campo aperto tra le truppe nazifasciste e i giovani partigiani che sulle nostre montagne si immolarono per la riconquista della democrazia e della libertà”, si legge nel comunicato stampa dell’Anpi a firma di Antonio Topitti, Presidente della Sezione di Teramo, e del Senatore Antonio Franchi, Presidente Provinciale. L’Anpi di Teramo “certa di interpretare il sentimento della stragrande maggioranza dei cittadini invita le forze democratiche che si richiamano ai valori della Resistenza e della lotta di liberazione a far sentire la loro vibrante protesta e a promuovere iniziative che portino alla condanna e all’isolamento di chi vuole attentare alle nostre libertà costituzionali – prosegue la nota stampa – E chiede che le autorità comunali provvedano alla tempestiva rimozione del manifesto; che il Prefetto di Teramo disponga che le forze dell’ordine svolgano le opportune indagini al fine di individuare gli estensori del documento;
che i responsabili vengano immediatamente denunciati all’autorità giudiziaria per violazione della Costituzione Repubblicana, che è fonte delle leggi alla quale ciascun cittadino deve uniformare la sua condotta”.