«Lettera FIFA? Ho pensato ad uno scherzo»

  - Di Redazione

Saveriano Infantino ringrazia il numero 1 del calcio mondiale: «Ma adesso va sconfitto il Covid»TERAMO – Gianni scrive a Saveriano. Detta così, la cosa non significherebbe praticamente nulla.Se non fosse che i due hanno lo stesso cognome (Infantino) e il primo dei due non fosse il numero 1 del calcio mondiale. Non capita tutti i giorni di ricevere una mail da parte del numero 1 del calcio. Tutto vero: il presidente della FIFA ha voluto ringraziare l’ex bomber del Teramo partendo dalla campagna anti-razzismo che ha visto l’attaccante protagonista, per poi tornare al ruolo che i calciatori hanno in questo delicato momento, per fare in modo che siano “un esempio di educazione nei comportamenti che occorre tenere,perché la salute, il bene più prezioso che abbiamo, venga salvaguardata. Se poi siete così generosi nell’esprimere solidarietà ai medici e agli infermieri, che sono i nostri moderni eroi, svolgete la grande funzione sociale con cui la Lega Pro si caratterizza in queste settimane”. «E’ stata una gioia immensa e sono orgoglioso di averla ricevuta – dice Infantino (Saveriano, ovviamente) -. Devo essere sincero, all’inizio pensavo che fosse uno scherzo che mi avesse fatto qualcuno; poi, invece, ho capito che era tutto vero ed è stata una grande sorpresa specialmente in questo momento brutto nel quale questo Coronavirus non ci lascia in pace e spero che finisca presto tutto questo”. E il primo complimento “me l’ha fatto mia moglie – sorride Infantino – anche perché siamo chiusi in casa quindi ci sono solo i membri della mia famiglia. Per il lavoro che facciamo, noi calciatori dobbiamo essere di esempio per le giovani generazioni, siamo noi a doverci comportare nella maniera migliore possibile e dire a tutti di rimanere in casa e seguire i consigli che ci arrivano dalle autorità». Ora la battaglia si chiama emergenza- Covid, che ha visto il Nord subito coinvolto in maniera tragica: «Carrara è vicina alla Liguria, lì la percezione era da subito quella di una situazione che si sarebbe aggravata e sarebbe stata molto lunga; per questo ci siamo fermati qualche giorno prima rispetto al girone meridionale che aveva meno contagi. Però la sensazione è stata immediata che lacosa non fosse solamente passeggera». Momento di sosta forzato per tutti: «Per qualunque calciatore – continua Infantino – non è semplice fermarsi per tanto tempo a due-tre mesi dalla fine del campionato. Non è come la pausa estiva, per questo credo che sarà molto dura riprendere da dove si era lasciato. Ormai sono passate settimane e credo che, quando il calcio ricomincerà, ci saranno delle sorprese perché, chi si farà trovare più pronto, potrebbe ripartire in maniera lanciata rispetto a qualcun altro che accuserà la pausa forzata». Ipotesi, date. Ma nessuno sa con certezza se e quando si riprenderà: «Credo che si ricomincerà. Non so quando: maggio, fine maggio,metà maggio. Non lo so. Ma credo sia giusto terminare la stagione: d’altronde ci sono presidenti, sponsor che hanno investito sugli attuali tornei. Ci sono formazioni che stanno vincendo i rispettivi campionati, hanno punti di vantaggio sulle inseguitrici o stanno centrando il proprio obiettivo; per questo non sarebbe giusto fermarsi qua. Magari non andremo in vacanza ma la mia sensazione è che, alla fine, porteremo a termine l’annata». Altro tema caldo è quello che riguarda l’eventuale taglio degli stipendi per i tesserati: «Per il momento si tratta, da quello che ho capito, di un pourparler. Non conosco molto bene i termini della questione ma, se ci sarà il taglio degli stipendi per i tesserati, sarà fatto per il bene di tutti». Bomber a Carrara ma vita ormai in Abruzzo per Infantino: «Da luglio scorso – conclude – abito a Roseto, mi sono trasferito qua con la mia famiglia: gli abruzzesi sono un popolo forte e si stanno comportando molto bene. Questo è un popolo che va preso ad esempio: per questo volevo mandare un abbraccio non solo agli sportivi ma a tutte le persone che lottano in questa battaglia: ormai vivo in Abruzzo e conosco la vostra gente e so quanto è tosta». Jacopo Forcella