La sanità teramana non è a misura di donna

  - Di Alessandro Misson

TERAMO – Dati su cui riflettere attentamente per le mamme abruzzesi, ed in particolare per quelle teramane, proprio a ridosso dell’inaugurazione del Congresso regionale di Ginecologia ed Ostetricia, prevista per domani alla Sala Polifunzionale della Provincia e che si chiuderà sabato, nel Giornata Nazionale della Salute della Donna. In vista della giornata simbolo per i Reparti di Ginecologia ed Ostetricia di tutta Italia, il portale di public reporting Dove e Come Mi Curo (www.doveecomemicuro.it), che contiene i dati istituzionali (cioè forniti al Ministero dalle stesse Asl) delle strutture sanitarie italiane pubbliche e private, ha stilato un decalogo per la scelta dell’ospedale in cui partorire e ha realizzato una classifica degli ospedali al top per il parto sia a livello nazionale che regionale. Inutile dire che l’Abruzzo non esiste nella top ten, ma a colpire è la situazione della Provincia di Teramo, con indicatori che vanno da medio a basso a molto basso per le due aree terapeutiche interessate con valutazione istituzionale in materia di Ginecologia e Ostetricia, cioè la categoria “Gravidanza e parto” e quella “Salute della Donna”. Per la Giornata Nazionale della Salute della Donna, doveecomemicuro.it ripropone le sue classifiche ed i suoi indicatori (basati in maniera distinta su dati ufficiali, valutazione degli utenti e “bollini” assegnati da categorie ed associazioni) per offrire il panorama più completo possibile alla donna nel momento della scelta del migliore ospedale cui rivolgersi per “gravidanza e Parto” e “Salute della Donna”.

ABRUZZO. Non ci sono strutture che rispettano i valori di riferimento per quanto riguarda sia il numero di parti che le percentuali di tagli cesarei. Cioè non ci sono strutture che effettuano più di 1000 parti e meno del 25% di cesarei o strutture che effettuano tra 500 e 1000 parti e meno del 15% di cesarei. Le strutture che però eseguono più parti, ed in particolare superano la soglia dei 1000 all’anno, sono: il Presidio Ospedaliero di Chieti, il Presidio Ospedaliero di Pescara, il Presidio Ospedaliero di Avezzano e l’Ospedale San Salvatore de L’Aquila. In Abruzzo il 33% delle strutture effettua più di 1000 parti e sempre il 33% effettua tra i 500 e i 1000 parti annui. Nessuna struttura rispetta i valori di riferimento per quanto riguarda la proporzione di parti con tagli cesarei primari.

TERAMO. Questi i risultati del “Mazzini” di Teramo per l’area “Gravidanza e Parto” (bollino rosso): per i cesarei la percentuale di complicanze durante il parto e il puerperio ha un indicatore giallo (medio) ma un buon posizionamento a livello nazionale; l’indicatore sulla percentuale di cesarei ha un indicatore rosso (molto basso); il volume annuale di ricoveri ha un indicatore giallo (medio). Nell’area “Salute della Donna”, l’indicatore sul volume annuale di interventi chirurgici per tumore alla mammella è arancione (basso); indicatori rossi (molto basso) anche per l’appropriatezza degli interventi di tumore alla mammella e per l’indicatore dei nuovi interventi successivi al primo per tumore alla mammella (efficacia).

IL CONFRONTO. Per rendersi conto della differenza tra Teramo e gli altri ospedali in base al criterio geografico basta eseguire la ricerca: il “Mazzoni” di Ascoli ha indicatori migliori e becca due bollini rosa come ospedale a misura di donna; il San Salvatore ha indicatori migliori e tre bollini rosa; lo Spirito Santo di Pescara ha indicatori migliori e tre bollini rosa; l’ospedale di Chieti ha in parte indicatori migliori, ma due bollini rosa. E meglio di Teramo fanno anche alcune cliniche private di San Benedetto e Ascoli Piceno.

IL CONGRESSO. Sarà la città di Teramo ad ospitare il Congresso regionale sulle principali “Attualità diagnostiche e terapeutiche in Ostetricia e Ginecologia”. L’appuntamento è per domani e dopodomani, alla sala polifunzionale della Provincia in via Comi. «Una scelta ponderata quella della location in centro storico, fuori dalle tradizionali mura ospedaliere, per avvicinarci il più possibile alla quotidianità della città di Teramo che in questa fase storica vive sicuramente un momento di difficoltà – spiega il dottor Francesco Ciarrocchi, responsabile scientifico del Congresso. «Portiamo nel cuore della città di Teramo il mondo della Ginecologia abruzzese e avremo la fortuna di poter ospitare nella due giorni del Congresso figure illustri della Ginecologia italiana ed europea», evidenzia il direttore della UOC Ostetricia e Ginecologia della Asl di Teramo, la dottoressa Anna Marcozzi, che insieme al dottor Quirino Di Nisio presiederà il Congresso. Patrocinato tra gli altri dalla Asl di Teramo e da Aogoi, porterà a Teramo, almeno 200 tra medici specialisti in Ginecologia e Ostetricia, Pediatria, Urologia, Neonatologia, Medicina generale ed infermieri da ogni parte d’Italia. Oltre 30 medici specialisti si alterneranno come relatori e moderatori nel corso delle sessioni, focus d’approfondimento e lectio magistralis.