La discarica La Torre ingoierà altri 3,3 milioni di euro

 

TERAMO – Discarica La Torre, c’è posta per l’amministrazione. Mittente è l’Arta che intima la “chiusura” del problematico sito, passato attraverso una serie di annose criticità. Un’ intimazione con la quale il sindaco Maurizio Brucchi viene quindi chiamato a dare risposte concrete che passano, però, per la necessaria disponibilità di 3,3 milioni di euro, somma che l’operazione chiusura richiederà. Ma anche una somma che negli anni, dall’era Sperandio all’era Chiodi, non era mai stata accantonata; una mancanza che presenta adesso un conto molto salato rispetto a quello che doveva essere, almeno sulla carta, un accantonamento certo su cui contare. Il sito de “La Torre”, franato il 17 febbraio 2006 e finito in due inchieste, una sul crollo, l’altra sulla messa in sicurezza, adesso dovrà passare per la cruna della “messa a dimora”: ossia un intervento definitivo per tombare i rifiuti all’interno e isolarli nel tempo dal resto dell’ambiente circostante. Operazione costosissima e adesso, per giunta, con tempi strettissimi. «In questi anni sul problema della discarica si è lavorato non poco – ricorda Brucchi – contiamo infatti un progetto preliminare già approvato che negli ultimi 5 anni è stato supportato dalla ricerca capillare e serrata di finanziamenti, sia dalla Regione che dallo Stato. Fino allo scorso anno non c’era possibilità di accendere mutui: adesso però la capacità di indebitamento del Comune si è ridotta del 7% e questo per l’Ente apre una speranza sul mutuo. Un mutuo che, è evidente, sarebbe opportuno non pensare riversato, e concentrato, sulla chiusura della discarica». Da qui la ricerca serrata di altre forme di finanziamento, come ad esempio intercettarne dal Ministero dell’Ambiente, direzione nella quale si sta muovendo l’onorevole Paolo Tancredi. Ad ogni buon conto nel piano triennale delle opere l’intervento viene ora inserito con una voce in Bilancio pari a 3,3 milioni di euro, dei quali 300mila euro potrebbero essere ricondotti a mutui e 3 milioni, appunto, da possibili finanziamenti statali. «Tra l’altro – osserva ancora il primo cittadino – c’è una incongruenza: la discarica La Torre figura infatti solo al 102o posto nella classifica dei siti a maggiore rischio e quindi non può accedere ai fondi regionali. Eppure contestualmente diventa oggetto di intimazione da parte dell’Arta. Delle due l’una, per questo motivo chiederò che il sito venga riclassificato».
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