La DaD vista dagli occhi dei bambini

  - Di Redazione

Ecco come gli alunni della 5B della scuola primaria San Giuseppe stanno vivendo questa esperienza unica

Il progetto#Scuola2020TE ci sta permettendo di compiere un excursus, molto concreto, in questa esperienza della modalità digitale andata a sostituire nell’eccezionalità della pandemia la scuola in presenza. Ecco che diventa interessante e strategico ascoltare il punto di vista dei bambini che ogni giorno, ormai da mesi, stanno vivendo un’esperienza che mai avrebbero pensato potesse coinvolgerli. Fare scuola da casa, abbandonando quella casa che era la scuola. In quet’ottica, il nostro quotidiano oggi ha il piacere di ospitare un bellissimo lavoro di gruppo svolto dalla Classe quinta B della scuola primaria San Giuseppe di Teramo.

Il testo che i bambini hanno eleborato è “Cosa pensiamo della didattica a distanza – la Dad vissuta dai bambini”. Dopo aver letto con piacere le riflessioni del primo gruppo, oggi, spazio al secondo lavoro di gruppo: i protagonisti sono Giulia, Elena, Gabriele, Antonio, Annachiara, Yousra. Ringraziamo la dirigente scolastica Adriana Sigismondi e l’insegnante Erminia Tullii che hanno scelto il nostro giornale per diffondere gli splendidi pensieri e i disegni dei bambini che con grande entusiamo pubblichiamo. Con la pandemia del Coronavirus la scuola ha istituito la didattica a distanza “DAD” ovvero delle attività scolastiche in videoconferenza tra alunni ed insegnanti. La didattica a distanza ha dei pro e dei contro. Un aspetto positivo della DAD è che possiamo continuare il programma scolastico svolgendo le attività da casa e non perdere così tre mesi di scuola. Il che un bene.Non tutti però riescono a collegarsi per problemi di linea o perché alcuni genitori non lo sanno fare e spesso perdiamo le lezioni. Il che è un male.

Grazie ai telefoni, ai tablet, ai computer possiamo parlare, studiare, vederci online e questo è un bene, ma secondo noi la didattica a di- stanza non potrà mai sostituire la scuola perché non possiamo stare insieme e ciò è un male. Riteniamo l’uso della piattaforma, in questo momento di emergenza, utile perché è l’unico modo per restare in contatto, per parlare tra noi, anche se siamo distanti. La DAD ci permette di non saltare le lezioni, ma non si può stare tante ore davanti al monitor perché questa modalità, a lungo andare, fa male agli occhi, inoltre, a volte, la connessione è scarsa perciò è difficile restare in collegamento. Per questi motivi le lezioni sono più corte. Il lato positivo delle lezioni online è che rimaniamo con le nostre famiglie, al sicuro da ogni tipo di contagio, ma il lato negativo è che non abbiamo un contatto “vero” con i nostri compagni e con i nostri insegnanti quindi il metodo di apprendimento è rallentato rispetto a quello classico.

Anche se ci sono delle complicazioni con la didattica a distanza, in questo momento è l’unico mezzo possibile e lo riteniamo efficace perchè sembra davvero di stare in una classe, ma queste nuove procedure non potranno mai sostituire le vere lezioni. Questa esperienza, a volte, è anche molto divertente perché ci sono degli episodi a dir poco comici!!! Ad esempio una volta un nostro compagno aveva dimenticato di chiudere il microfono e quindi abbiamo sentito tutti i rumori di sottofondo e il chiacchiericcio di famiglia!!! Oppure ricordiamo la prima video lezione, quando la nonna di un nostro amico cercava di farsi riprendere dalla videocamera per salutare il maestro, che nel frattempo stava spiegando: tutti ridevano, il nostro compagno stava sprofondando dall’imbarazzo e il maestro si chiedeva cosa stesse succedendo!!! Con la DAD all’interno delle nostre famiglie c’è stata una vera rivoluzione. Qualcuno ha dovuto acquistare lo schermo per il PC, la stampante, la telecamera e le cuffie. La nostra scuola ha provveduto a sostenere tante famiglie che si sono trovate sprovviste della giusta dotazione, ma qualcuno ha fatto da sè. Ad esempio per la sorella di una nostra amica che aveva il tablet, i genitori hanno preferito acquistare un PC portatile con le cuffie perché le bruciavano gli occhi. Effettivamente ci dicevano sempre di stare poche ore di fronte al telefono, al tablet o ad un monitor perché fa male… ora invece siamo sempre lì davanti e a volte ci viene il mal di testa!

Queste procedure sono utili per spiegare nuovi argo- menti e rimanere connessi ma è difficile comprendere come noi bambini dobbiamo adattarci alle nuove regole senza farci tante domande. La scuola per noi non è vedere i nostri compagni in video, ma poterli vedere in viso, non è fatta solo di interrogazioni, ma è par- lare con gli insegnanti di qualsiasi argomento, poter raccontare ciò che ci passa per la mente: è condividere per 8 ore al giorno la nostra vita!!In ogni caso, grazie alla tecnologia, anche quest’anno riusciremo a finire l’anno scolastico sperando che a settembre potremmo tornare a scuola, rivederci, stare di nuovo tutti insieme lavorare meglio. In definitiva questa piattaforma è molto utile ma non sarà mai la “vera scuola”: non crediamo che la scuola possa essere fatta per sempre così perché dovrebbe cambiare nome, diventerebbe “Smart scuola”. Concludendo, non vediamo l’ora che le scuole riaprono così ci potremo riabbracciare. Noi inizieremo un nuovo cammino verso le scuole medie e probabilmente le nostre strade si divideranno, ma sappiamo che il nostro legame è davvero pro- fondo e questa amicizia, che ci ha visto crescere, ci accompagnerà per sempre.