La DaD vissuta tra opportunità e rischi

  - Di Redazione

La dirigente scolastica Stefania Nardini: «Particolare attenzione anche sui ragazzi delle quinte classi»

«Sono stati mesi di grande lavoro, mesi in cui la scuola in modalità DAD non si è mai fermata e questo tra Consigli di classe, dipartimenti, monitoraggi, libri di testo. Una DAD della quale, ora, vanno valutati rischi ed opportunità». Stefania Nardini, dirigente scolastica alla cui guida rimandano sia l’ITIS “Alessandrini” sia il Liceo Statale “G. Milli” scatta così la fotografia di questi due mesi e oltre di didattica a distanza, delle sue luci e delle sue ombre. Che è poi il dato da cui vuole muovere il progetto#Scuola2020TE che ci sta permettendo di compiere un excursus, molto concreto, in questa esperienza della modalità digitale andata a sostituire nell’eccezionalità della pandemia la scuola in presenza. «In tutto questo arco di tempo il nostro impegno è stato quello di mantenere attivi i rapporti con le famiglie – spiega la Nardini – oltre che ovviamente con i ragazzi, nel segno di quello che doveva essere l’obiettivo di una vera inclusività.

Ovviamente rivoluzionare dall’oggi al domani il paradigma del fare scuola ha preoccupato più per la realtà del “Milli” che per l’Istituto tecnico, in quanto quest’ultimo ha una formazione diversa e conta tra i docenti profili professionali che del digitale hanno competenze adeguate, visto che ci sono diversi ingegneri. Essenziale il ruolo degli animatori digitali che hanno saputo essere di supporto anche alle famiglie». E, nel tratteggiare un quadro complessivo, la dirigente un inciso lo dedica anche ad altri aspetti a cui l’emergenza Covid 19 ha dato una brusca accelerata verso la digitalizzazione. A cominciare dagli uffici, quindi dalla parte amministrativa della scuola, passati a lavorare con successo in modalità agile anche se sulla carta il passaggio avrebbe richiesto una maggiore gradualità. Così come si può contare su una efficiente segreteria digitale, una sottolineatura va anche al ruolo che il dirigente scolastico “a distanza” viene chiamato ora a sostanziare e ricoprire. Tutti aspetti, questi che verrebbe da definire più tecnici, che in tema di DAD tendono spesso a non emergere. A sostanziare il tutto, c’è poi l’elenco delle buone pratiche messe in campo.

«Siamo partiti dal coinvolgimento immediato e personalizzato nella DAD di tutti gli studenti ed è stato fatto attraverso i coordinatori di classe e i docenti di sostegno – oltre ovvia- mente agli stessi insegnanti – che hanno contattato i ragazzi e le loro famiglie con canali sia formali che informali. E’ stato anche attivato uno sportello didattico pomeridiano per materie come Matematica, Italiano e Diritto così come pure altri corsi pomeridiani sono stati dedicati a Cittadinanza e Costituzione per la preparazione agli esami di Stato. Grazie ai docenti di sostegno, sulla piattaforma sono stati attivati dei corsi per seguire non solo i ragazzi con bisogni educativi speciali assegnati, ma anche il resto della classe mettendo loro a disposizione materiale semplificato e video lezioni di ripasso.

Insomma una DAD pensata anche come strategia di recupero per quei ragazzi con criticità emerse dopo i Consigli di classe. Proprio a testimoniare l’attenzione, e in qualche modo sensibilità ed empatia, verso le famiglie è stata diffusa in modo capillare l’iniziativa del Centro territoriale di supporto di Nereto di uno sportello psicologico on- line. «L’attenzione si è mantenuta molto alta anche sui ragazzi delle quinte classi – fa sapere ancora la dirigente – e sull’orientamento in uscita, veicolando tutte le email, le iniziative, gli appuntamenti che Università e Istituti Tecnici Superiori hanno inviato alla scuola così come è stata data la massima diffusione ai webinar organizzati da UniTe. Si sta anche pensando di organizzare un evento di fine anno per salutare i ragazzi che affronteranno l’esame di Stato e farlo coinvolgendo la realtà degli ITS abruzzesi, gli Istituti Superiori ad alta formazione tecnologica per presentare la loro offerta formativa».

Se queste sono le luci, il rovescio della medaglia punta in primis sul fattore della fisicità e della presenza che conta non poco e che in questa fase è mancato, privilegiando gioco forza le relazioni digitali. «Sicuramente si è trattato di un’esperienza unica e alla lente della DAD vanno passate altre questioni pratiche come i problemi del trasporto scolastico a cui a settembre occorrerà aver trovato risposte per i ragazzi che arrivano sia da piccole realtà del- l’entroterra che da più popolosi Comuni vicini. C’è da sperare che l’emergenza Covid porti ad assegnare risorse alle Regioni per la manutenzione degli ambienti scolastici che hanno contato finora classi molto numerose, con un media di alunni tra i 23 e i24 ragazzi, posto che ci sono classi anche con 30 studenti. Difficile pensare di risolvere il problema del di- stanziamento sociale solo con le turnazioni. E poi, quante turnazioni ci vorrebbero?» Ed in questo potrebbe venire in soccorso proprio la DAD.

In quanto alla rimodulazione della ore di lezione, la scelta è stata quella di contemperare le esigenze dei ragazzi e dei docenti strutturandole su quelle antecedenti l’emergenza sanitaria e puntando ad un equilibrio tra il sincrono, quindi le video lezioni, e l’ asincrono. Buona, poi, la prova offerta dai ragazzi al collegamento: «Se c’è chi si impegnava già in presenza ed ha continuato a farlo anche da remoto, c’è anche chi ha evidenziato potenzialità mentre in classe, magari, si impegnava poco. Ovviamente, però, non si può generalizzare. In quanto ai dispositivi digitali ci siamo attivati subito prima ancora che il Miur chiedesse una relazione specifica per monitorare quale fosse la dotazione di cui le famiglie disponessero. All’”Alessandrini” abbiamo consegnato subito una quarantina di computer di cui già disponevamo: altri devono ancora esserci consegnati grazie ai fondi del Ministero, ma ci hanno fatto sapere che non saranno disponibili prima di luglio. Una situazione particolare, questa, in quanto per l’indirizzo specifico di questa scuola consegnare dei tablet inadeguati sarebbe stato insufficiente. E su questa fotografia della realtà stiamo continuando a lavorare per cogliere, nel caso ci fossero, dei problemi residuali»


Patrizia Lombardi