A Giulianova aleggia un Pd fantasma

  - Di Redazione

Il 2 giugno lo riporta in vita dopo un anno di silenzio assoluto. Filipponi: «Da mesi non mi occupo di politica»

GIULIANOVA- 2 Giugno, festa della Repubblica, quest’anno anche festa della rinascita, del ritorno alla vita. E a Giulianova, in occasione della ricorrenza, resuscita per incanto anche il Pd cittadino. Il partito, per quanto commissariato, preso da un rigurgito d’amor patrio, batte infatti improvvisamente un colpo e lo fa per unirsi all’invito dei quadri nazionali ad esporre, il 2 giugno, il tricolore.

In questi mesi, alle finestre della case, alle ringhiere dei balconi,  è comparso di tutto: lumini, arcobaleni, lenzuola bianche. Non c’è motivo, giustamente, per cui non sventoli anche il bianco – rosso- verde del vessillo nazionale. A dirla tutta, è in realtà il giallo, il colore di cui, in questi mesi, sono andati tingendosi i democratici giuliesi. Giallo, perché un giallo è la sorte di un partito che, per quanto protagonista di numerose metamorfosi, ha scritto in città le sue pagine migliori. Dopo essere riuscito a perdere clamorosamente le ultime amministrative, non solo mancando la massima poltrona, ma addirittura uscendo dal consiglio comunale, il partito che è (o che fu) di Antonio Franchi, Franco Gerardini, Claudio Ruffini, non ha emesso un fremito, un fischio, un vagito. Il silenzio assoluto è seguito alle promesse di un ritorno in grande stile. Le “news” del sito web, ieri pomeriggio, erano le primarie di domenica 3 marzo 2019. Davvero strano: in un anno di amministrazione Costantini, nessun accadimento politico, o scelta, o polemica, ha colpito l’attenzione del Pd. Possibile che davvero vada tutto bene? Il partito, poi, ha una vita associativa? Quali sono gli attuali punti di riferimento? Dove sono i giovani? Dove le storiche colonne? L’unica carta d’identità a tutt’oggi leggibile e disponibile è quella del commissario Renzo Di Sabatino.

Per fare il giallo meno giallo chiediamo lumi a colui che, nel passato recente, è stato l’uomo-immagine del partito: Gabriele Filipponi. Consigliere, assessore, vicesindaco, sindaco pro tempore, candidato sindaco: come dire una vita – una passione, quella per la bella politica. Il volto di Filipponi, l’espressione pensosa, a tratti malinconica, ha incarnato per anni gli alti ideali degli iscritti, dei simpatizzanti, della gente di Colleranesco. “Filipponi, dov’è il Pd di Giulianova? ” “Sono mesi che non mi occupo di politica”, risponde. Svelato il mistero. Il Partito democratico, perso il suo uomo di punta, è probabilmente in cerca di nuovi epigoni, di persone che, entusiaste, sappiano riportarlo agli splendori di un tempo. Intanto, in una nota, i sopravvissuti alla grande diaspora ci ricordano la storia della Repubblica e sottolineano, per chi se ne fosse dimenticato, l’importanza dell’ omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria. “Un popolo che non ricorda la sua storia sempre è come un albero senza radici” ammoniscono sul finale, magari nella speranza che nuove foglie arrivino a spuntare sulla loro quercia, forse un po’ malconcia, ma ancora ben piantata. 

Marzia Tassoni