«Giorni cruciali per ridurre il contagio»

  - Di Redazione
Dottor Pierluigi Tarquini Dirigente del reparto di Malattie Infettive

Il primario di Malattie infettive fa il punto sull’epidemia e annuncia l’avvio della sperimentazione col Tocilizumab  TERAMO – «Sono giorni cruciali per ridurre il contagio e i primi risultati li vedremo la prossima settimana. Bene, anzi benissimo, le misure restrittive. Non solo: ritengo che un ulteriore inasprimento sarebbe ancor più utile a frenare la diffusione del virus». A parlare è il dottor Pierluigi Tarquini, dirigente del reparto di Malattie Infettive del Mazzini di Teramo. Professionista in prima, anzi primissima linea, nell’emergenza Covid19, fa con noi il punto della situazione sui contagi, ricoveri, misure e possibili sviluppi dell’epidemia. Partiamo dai numeri relativi al re- parto che dirige: 20 posti letto, oggi tutti occupati da pazienti Covid19 o sospetti tali. «In 14 sono positivi, gli altri sei sono casi sospetti e stiamo procedendo con le verifiche. Tutti hanno polmoniti serie, nessuno però necessita della Rianimazione. Fra i ricoverati c’è anche una 20enne, giunta ieri. E’ in condizioni discrete», ci spiega il dottor Tarquini. La giovanissima paziente appare un’eccezione nel reparto dove l’età dei ricoverati è superiore ai 50 anni. Un’eccezione che però sta lì a ricordarci che il Coronavirus aggredisce anche i giovani. I venti posti letto sono dunque tutti occupati, ma ormai è agli sgoccioli l’apertura del “secondo” reparto di Malattie infettive in fase di allestimento all’ex hospice: si stanno terminando i lavori che possano permettere di rendere funzionali e sicuri gli spazi. E con ogni probabilità, visti i contagi che aumentano, di quei posti ci sarà bisogno a breve. «I numeri tendono a salire. Questo anche perché l’Izs sta lavorando a ritmo serrato nell’elaborazione dei tamponi e dunque i tempi delle risposte si stanno accorciando – spiega Tarquini – Quello dell’Izs è un grande laboratorio, sta facendo un ottimo lavoro». Sul nostro territorio aumentano i casi positivi. Che cosa dobbiamo aspettarci? Le misure restrittive stanno funzionando? «Questo virus ha un’elevata capacità di contagio: è un virus nuovo, che non è mai circolato, quindi nessuno ha gli anticorpi necessari. Di certo, però, le attuali misure restrittive sono indispensabili per frenare i contagi. Anzi, andrebbero persino inasprite – spiega Tarquini –. Stiamo vivendo giorni cruciali per ridurre il contagio e la prossima settimana il quadro sarà più chiaro». Dunque difficile dire con certezza se la curva di crescita si arresterà di qui a qualche giorno, ma è pacifico che stare a casa e azzerare per quanto possibile i contatti fra le persone è l’unica arma possibile. Le misure adottate, se massiccia- mente rispettate, potrebbero por- tare risultati incoraggianti già dalla prossima settimana. Ma intanto l’allerta al Mazzini, come negli altri ospedali teramani, resta massima perché siamo nel cuore dell’emergenza. Dottore, come è cambiato il vostro lavoro? «E’stato stravolto. I ritmi sono serrati: ogni medico, infermiere, operatore sanitario dà il 150%. Turni massacranti, carichi di lavoro e responsabilità grandi. I miei collaboratori sono eccezionali, ed un plauso va anche ai medici e a tutto il personale della Pneumologia: ormai siamo praticamente due reparti fusi. Il loro apporto per noi è stato ed è ogni giorno fondamentale», spiega Tarquini. Il Covid19, è noto, aggredisce soprattutto i polmoni e i pazienti che finiscono in ospedale devono fare i conti con gravi polmoniti. Questo ha reso la collaborazione fra Pneumologia e Malattie infettive necessaria aprendo le porte «anche ad un nuovo modo di lavorare, una sperimentazione importante da un punto di vista professionale», aggiunge il primario. E in tema di sperimentazione, oltre a quella fra figure professionali c’è anche quella strettamente medica. Da oggi al Mazzini verrà somministrato ai pazienti Covid19 il Tocilizumab, farmaco già utilizzato nel trattamento di altre patologie come l’artrite reumatoide e che sembra funzionare per la cura del Coronavirus. Una sperimentazione partita da Napoli ed approdata da pochissimi giorni a Pescara. Da oggi il farmaco verrà impiegato anche a Teramo «su due casi e stiamo aspettando che Napoli ci dia quello gratuitamente messo a disposizione da Roche», aggiunge Tarquini. Dunque una nuova frontiera per la cura del Covid19 si apre anche al Mazzini. Per quanto riguarda invece strumentazione e dispositivi di sicurezza individuali com’è la situazione? «Stando in prima linea abbiamo sempre avuto il necessario, ora però che l’emergenza si è estesa ad altri reparti e categorie, i dispositivi iniziano a scarseggiare – spiega il primario – . C’è da dire che le dimostrazioni di solidarietà non mancano. Oggi ci sono stati donati 100 calzari, che avevamo terminato, da dei volontari. E’solo uno dei tanti gesti di aiuto che riceviamo. Le difficoltà le stiamo inoltre riscontrando anche sui macchinari: servono ventilatori e monitor. Il problema su questo fronte sono i fornitori: l’estensione dell’epidemia in altre zone del mondo sta creando difficoltà sugli approvvigionamenti, ad esempio, anche dei reagenti per i tamponi». A proposito di tamponi. Andrebbero fatti a tappeto? «A chi opera nel settore sanitario sì. Andrebbero fatti a medici, infermieri, personale ospedaliero. Ma anche alle categorie fragili. Estenderli a tutta la popolazione può diventare complesso, per tante ragioni, pratiche e mediche. Ma dovrebbe essere il comitato tec- nico scientifico, valutata la situazione nella sua totalità, a indicare la strada da seguire su questo fronte», afferma Tarquini. Restituiamo il dottore ai suoi pazienti, non prima di chiedergli come sta vivendo da un punto di vista umano questa emergenza. Il primario si concede un’escursione cinematografica, citando la commedia “Miseria e nobiltà”. «Questo Coronavirus sta mostrando due aspetti opposti: mise- ria e nobiltà. Egoismo da un lato e grande solidarietà dall’altra: in queste settimane ho visto mancata riconoscenza da parte di alcuni, ma anche slanci meravigliosi da parte di altri. Soprattutto di medici e infermieri che fanno ogni giorno cose incredibili», conclude Tarquini.
Veronica Marcattili