Fondi UE a rischio per l’Abruzzo, Febbo all’attacco

  - Di Veronica Marcattili

PESCARA – “Questa volta arriva direttamente da Bruxelles l’allarme: si rischia di perdere milioni di euro a causa dell’inerzia e della negligenza della Regione Abruzzo sulla spesa e sulla rendicontazione del fondi strutturali UE”. E’ quanto afferma il Consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo che spiega: “Il governo D’Alfonso è stato sistematicamente sordo ai miei ripetuti allarmi e invece di lavorare sono arrivate le false rassicurazioni del Direttore tuttofare Rivera che tutto sarebbe andato per il verso giusto. Mentre la realtà e i dati bocciano in maniera netta e incontrovertibile l’operato di D’Alfonso e Rivera e confermano, invece, solo la pessima gestione dei fondi UE che il centrosinistra ha prodotto in Regione”.

“Dai dati pubblicati dalla Commissione europea – aggiunge Febbo – emerge chiaramente come la nostra regione Abruzzo sia in forte ritardo nella spesa sia dei fondi Fondi europei di sviluppo regionale (fesr) sia dei fondi sociali europei (fse). Infatti, l’Abruzzo è fanalino di coda e per fine anno scatterà il disimpegno automatico, già certifico per i fondi del PSR, con il serio rischio di perdere altre risorse che dovevano essere impegnate per lo sviluppo produttivo e sociale della nostra economia. Un pasticcio creato da una Regione lenta, incapace e inefficiente intenta più ad occupare le poltrone e alle nomine che a far lavorare in maniera serena e spedita l’Autorità di Gestione. In questi mesi, come un disco rotto, abbiamo solo sentito inutili rassicurazioni da parte del Direttore generale Rivera mentre oggi ci troviamo in una pessima situazione con il rischio di restituire a Bruxelles milioni di euro che dovevano essere utilizzati per far ripartire la nostra economia”.

“Ho fatto richiesta per avere i verbali e report ufficiali – conclude Febbo – e tornerò a occpuarmi di questo tema anche nei prossimi giorni poiché è intollerabile, ingiustificabile e insopportabile il ritardo che la Regione di D’Alfonso ha accumulato in questi anni per manifesta incapacità”.

(ACRA)