Fanghi nel Cerrano, Soa: “L’Area marina sia capofila nel ricorso al Tar”

  - Di Veronica Marcattili

TERAMO – L’Area marina Protetta del Cerrano sia capofila di un ricorso al Tar contro la decisione della Regione relativa allo scarico in mare di 350 mila metri cubi di sedimenti sabbiosi provenienti dal dragaggio del porto di Ortona (Chieti). A sostenerlo è la Stazione Ornitologica Abruzzese.

“Tra le criticità – ricorda la Soa – oltre alla questione della mancanza della Valutazione di Incidenza per gli effetti sul Sito di Interesse Comunitario del Cerrano, anche il fatto che gli stessi proponenti hanno rilevato che nell’area di immersione la qualità ambientale già ora non è conforme agli obiettivi di qualità ambientale imposti dall’Unione Europea per il mare. Ovviamente in una condizione di stress ambientale preesistente, magari determinata proprio da interventi insostenibili fatti nel passato (nell’area sono stati immersi materiali a metà degli anni 2000; i 72.000 mc citati per il Porto di Pescara del 2011-2012 furono bloccati dai carabinieri dei NOE) non si devono aggiungere altre forme di pressione”.

“Per quanto a nostra conoscenza – conclude la Soa – avendo cercato nei siti ufficiali delle varie regioni italiane, questo progetto di immersione è tra i più rilevanti in Italia, addirittura forse il più imponente in termini di quantità di materiale da gettare in mare. Questo fa comprendere come si sia scelta in Abruzzo la solita scorciatoia pensando al mare come ad una discarica invece di cercare di utilizzare in altro modo più sostenibile i sedimenti dragati”.

(ANSA)