Crisi al Comune di Teramo, il sindaco Brucchi non ha più la maggioranza

  - Di Alessandro Misson

TERAMO –  Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi non ha più la maggioranza in Consiglio comunale. L’assise civica, riunita in seconda convocazione ieri mattina all’Ipogeo dopo la precedente seduta, saltata per mancanza del numero legale, stavolta si è riunita con il minimo necessario dei consiglieri, 15. Ha approvato i due provvedimenti “responsabili” per la trasformazione dell’ex rettorato nella Casa dello Studente e per la rottamazione delle cartelle esattoriali (approvati a larga maggioranza con il coinvolgimento di buona parte delle opposizioni), poi la seduta si è nuovamente sciolta nel prosieguo della trattazione dell’ordine del giorno.

Dopo i due voti “responsabili”, infatti, le opposizioni di centrodestra e di centrosinistra hanno lasciato l’aula, così come i tre consiglieri dissidenti di maggioranza, Mimmo Sbraccia, Alfredo Caccioni e Vincenzo Falasca, facendo venire meno l’eventuale numero legale per quei provvedimenti che se portati al voto avrebbero necessitato la maggioranza qualificata (18 consiglieri): sui banchi sono rimasti invece solo 15 consiglieri per Brucchi.

Nel corso dell’assise non sono mancati momenti di tensione sulla surroga dei consiglieri comunali in luogo dei tre nuovi assessori e sull’inversione dei punti all’ordine del giorno. Così come non sono mancate le esternazioni. Per il sindaco Brucchi, che se l’è presa contro “coloro che stanno facendo acquisti in maggioranza”; per il dissidente gattiano Vincenzo Falasca, che ha spiegato la sua decisione di abbandonare il gruppo nel quale è stato eletto; per il capogruppo Pd Gianguido D’Alberto, che di fronte ai numeri della maggioranza non più maggioranza, ha invitato il sindaco a trarre le debite conclusioni.