Accoglienza, Costa adriatica teramana: profughi ucraini esclusivamente sul mare e pochi nelle zone interne…

Profughi ucraini esclusivamente sulla costa adriatica teramana o anche nelle zone interne? Una equa distribuzione porterebbe probabilmente benefici a tutti. Si intensifica infatti il dibattito sulla destinazione delle persone che fuggono dalle zone di guerra. Dopo la crisi innescata dalla pandemia e all'inizio della stagione estiva commercianti e albergatori provano a ripartire grazie ai fondi dell'accoglienza dei profughi ucraini e, naturalmente, all'aumento degli arrivi dei turisti per le vacanze.

Giovedì 23 Giugno 2022

Costa Teramana

Profughi ucraini esclusivamente sulla costa adriatica teramana o anche nelle zone interne? Una equa distribuzione porterebbe probabilmente benefici a tutti. Si intensifica infatti il dibattito sulla destinazione delle persone che fuggono dalle zone di guerra. Dopo la crisi innescata dalla pandemia e all'inizio della stagione estiva commercianti e albergatori provano a ripartire grazie ai fondi dell'accoglienza dei profughi ucraini e, naturalmente, all'aumento degli arrivi dei turisti per le vacanze.

 Secondo la Protezione civile regionale, in Abruzzo i profughi di guerra provenienti dall’Ucraina sono ad oggi 8.221. Nella provincia di Teramo ne sono stati accolti 4.540, di cui la stragrande maggioranza, pari a 3.978 nelle strutture alberghiere della nostra costa.

I comparti del commercio e del turismo sono stati tra i più duramente colpiti dalla pandemia Covid-19, cosicché registriamo da diversi commercianti e albergatori della nostra provincia, l’esigenza di meglio modulare il sistema di accoglienza dei profughi. 

 Numerosi imprenditori, quindi, chiedono subito un riequilibrio dell’accoglienza verso le strutture ricettive dell’interno teramano. Tale riflessione origina sia dal desiderio dei commercianti della costa teramana di riprendersi dalla grande crisi, grazie soprattutto ai turisti che come l’anno scorso sceglieranno la destinazione mare, che dalle richieste legittime delle vecchie e nuove strutture ricettive sviluppatasi sulle splendide colline teramane. Una soluzione che a detta di molti operatori coniugherebbe la solidarietà alla equità delle possibilità offerte agli imprenditori teramani, indispensabili per superare i danni provocati dalla pandemia.

                                                                                                                                                                            Serafino Di Monte