Abruzzo in Azione: rilancio del progetto “Nuova Pescara”

Confindustria Chieti-Pescara auspica la nomina di un commissario ad acta per accelerare il processo di fusione tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, facendo suo l’appello dell’Associazione “Nuova Pescara” e fortunatamente attirano il consenso di larga parte della rappresentanza politica, istituzionale ed anche civica della nostra Regione. Non ultimo il Senatore Luciano D’Alfonso che facendo ricorso alla sua proverbiale capacità dialettica, specifica trattarsi di un “commissario di funzione”, piuttosto che di “commissario ad acta”.

Martedì 25 Gennaio 2022

Pescara

Confindustria Chieti-Pescara auspica la nomina di un commissario ad acta per accelerare il processo di fusione tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, facendo suo l’appello dell’Associazione “Nuova Pescara” e fortunatamente attirano il consenso di larga parte della rappresentanza politica, istituzionale ed anche civica della nostra Regione. Non ultimo il Senatore Luciano D’Alfonso che  facendo ricorso alla sua proverbiale capacità dialettica, specifica trattarsi di un  “commissario di funzione”, piuttosto che di “commissario ad acta”. Nel mezzo una miriade di riunioni andate colpevolmente deserte a discapito di una volontà popolare che con un perentorio 64%, nel 2014, ha chiesto che questa fusione avvenisse. Fin dal primo momento della sua costituzione, circa due anni fa, Abruzzo in Azione ha posto, tra i principali obiettivi di un rilancio concreto di tutta la regione, la necessità di dare seguito nel più breve tempo possibile alla costituzione della “Nuova Pescara”, sottolineando con decisione tutti i vantaggi che questo processo comporterebbe in termini economici e sociali. Non a caso, qualche mese fa, ha accolto con estremo favore l’ingresso nel partito di Carlo Calenda, di Carlo Costantini, ovvero colui che per primo si è speso, come principale promotore del Si nel referendum di quasi 8 anni fa, per questa importante causa:

“Non posso che essere soddisfatto della pubblica presa di posizione di molti rappresentanti politici ed istituzionali, dal Senatore D’Alfonso al M5S, sulla necessità di tirare finalmente le somme su questo processo di fusione – dichiara Costantini. Del resto i numeri snocciolati nei giorni scorsi dal Presidente di Confindustria Chieti-Pescara, Silvano Pagliuca, saranno evidentemente sembrati ancor più convincenti dei dati che già quasi 8 anni fa rendevamo noti noi del Comitato Promotore a favore della fusione, sulla formazione di una macro area urbana di circa 200.000 abitanti , caratterizzata da una dinamicità imprenditoriale sotto il profilo economico, tra le più importanti del centro sud, e che potesse ambire a cospicui finanziamenti dall’Unione Europea, oggi ancor di più alle irrinunciabili risorse del PNRR, per realizzare progetti di sviluppo reale del territorio. Senza nulla togliere  – precisa Costantini – rispetto alle preoccupazioni di qualche singolo sindaco, alle peculiarità dei singoli territori, non certo alle ambizioni di qualche politico locale che teme per le sorti del suo piccolo “feudo”. Per questo, qualora dovesse perdurare l’immobilismo dei Consigli Comunali, anche io non esiterei un attimo  a condividere l’appello al Presidente della Regione Marco Marsilio di nominare al più presto un commissario ad acta, per il bene dell’Abruzzo piuttosto che di qualche fronda interna alla sua maggioranza che continua a distoglierlo da questa importante e necessaria incombenza.”

 “L’istituzione della “Nuova Pescara” – aggiunge Giulio Sottanelli, coordinatore regionale di Azione – rappresenta per noi, da sempre, una priorità. Non a caso siamo stati ben felici di accogliere tra le nostre fila il suo principale promotore,Carlo Costantini. Ma quello che a noi interessa non è tanto la singola fusione tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, ma piuttosto il modello di fusione tra vari territori, come opportunità di sviluppo concreto per le aree interne della nostra regione e di modernizzazione delle amministrazioni locali, caratterizzate da piccole Comunità, non solo montane, che rischiano un totale isolamento. Questo meccanismo consentirebbe loro di contare molto di più, e di poter ambire ad interventi infrastrutturali ed economici inimmaginabili.”