Sul campetto del Castorani occupato, il commento del sindaco: ora è un problema delle Forze dell'Ordine

Potrebbe essere solo all' inizio, il braccio di ferro tra Asp 2, ente proprietario dell'Istituto Castorani, e gli occupanti del campetto di via dello Splendore. L'azienda ha annunciato, qualche giorno fa, la riqualificazione dell'area e fissato per giugno l'avvio dei lavori. Subito dopo, il gruppo installato in loco da anni ha promesso battaglia. Da lì non se ne andrà. Di mezzo, l'amministrazione comunale,

Domenica 18 Aprile 2021 - di Marzia Tassoni

Potrebbe essere solo all' inizio, il braccio di ferro tra Asp 2, ente proprietario dell'Istituto Castorani, e gli occupanti del campetto di via dello Splendore. L'azienda ha annunciato, qualche giorno fa, la riqualificazione dell'area e fissato per giugno l'avvio dei lavori. Subito dopo, il gruppo installato in loco da anni ha promesso battaglia. Da lì non se ne andrà. Di mezzo, l'amministrazione comunale, ovviamente schierata con l' Asp e per questo apostrofata con disprezzo da quelli di "Campetto occupato". Nel mirino, ancora il sindaco, a cui si rinfaccia la scelta clientelare dei dirigenti, in questo caso finalizzata proprio allo sgombero. Ieri, le parole di Jwan Costantini, che lasciano poco, anzi nessuno, spazio alla trattativa. «Con la presidente dell' Asp mi sono confrontato - ha detto - ma quello del campetto non è più un problema che riguarda le amministrazioni pubbliche, bensì le Forze dell'ordine. A prescindere dal chiacchiericcio che gira intorno, nessuno può permettersi di occupare la proprietà di qualcun altro. Se ammettessimo questo modo di fare, vorrebbe dire che chiunque, domattina, sarebbe autorizzato a svegliarsi e a piazzarsi a casa d'altri. Insomma, è come se io, parandomi col principio dell'esproprio proletario, scegliessi di trasferirmi in un appartamento non mio. Si capisce bene che comprendiamo tutto, anche le esigenze culturali e artistiche dei più giovani, ma andare a prendersi il parco di un istituto d'assistenza, togliendolo al gioco dei bambini, è una cosa vomitevole». Nessuno dei presidenti succedutisi nell'amministrazione dell'Asp aveva preso di petto, prima d' ora, il problema dell'occupazione del campetto. Tutti avevano aspettato di avere, pronto e finanziato, un piano di ristrutturazione grazie al quale rientrare nel pieno possesso dell'area. Il numero degli anni trascorsi, gioca, almeno psicologicamente, a favore dei ragazzi del "Campetto occupato". In uno stato di diritto, però, non conta la psicologia ma la giurisprudenza. Sarà il Codice a stabilire se il terreno di via dello Splendore dovrà rimanere in mano ad un gruppo ristretto o tornare nelle mani del proprietario, l'antico istituto assistenziale "Castorani". I proclami, le minacce, gli slogan e, in qualche caso, anche le offese, sono solo pagine di bassa letteratura.